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Via libera ai decreti per sostenere le Pmi

Con la firma ieri dei decreti attuativi, prendono forma gli incentivi fiscali per gli aumenti di capitale delle piccole e medie imprese in difficoltà e il Fondo Patrimonio delle Pmi da 4 miliardi gestito da Invitalia. Si tratta del cosiddetto meccanismo del “pari passu”, previsto dal decreto rilancio, con cui lo Stato si affianca alle imprese, con sede legale in Italia e ricavi compresi tra 5 e 50 milioni, che abbiano registrato un calo del fatturato a marzo e aprile 2020 non inferiore al 33% rispetto al 2019, per sostenere i conferimenti di capitale e una parte delle perdite.

Le misure sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i ministri Roberto Gualtieri (Economia) e Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), i direttori generali del Tesoro, Alessandro Rivera, e delle Finanze, Fabrizia Lapecorella, e l’ad di Invitalia, Domenico Arcuri. «È un intervento senza precedenti», ha spiegato Gualtieri illustrando gli strumenti: un credito d’imposta pari al 20% dell’apporto per i soggetti che effettuano conferimenti in esecuzione di un aumento di capitale entro il 31 dicembre (fino a 2 milioni e con il mantenimento della partecipazione fino al 31 dicembre 2023), in una o più società, e un ulteriore credito in favore della società ricapitalizzata, se soddisfa alcune condizioni di «virtuosità», pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale. Il Fondo, invece, potrà sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito di imprese con ricavi superiori a 10 milioni che effettuano un aumento di capitale non inferiore ai 250mila euro.

Per illustrarne i vantaggi, Gualtieri ha citato l’esempio di un aumento di capitale da 1,5 milioni sottoscritto da un unico investitore, con un patrimonio netto, ante conferimento, di 2,5 milioni e una perdita 2020 di un milione. In questo caso, il sottoscrittore potrebbe fruire, come socio, di un credito d’imposta di 300 mila euro (il 20% dell’aumento da 1,5 milioni), mentre la società avrebbe un credito di 300mila euro: il 50% della perdita eccedente il 10% del patrimonio netto (600mila euro), che le spetterebbe integralmente in quanto inferiore al 30% del conferimento. A fronte di quest’ultimo, poi, l’impresa potrebbe richiedere al Fondo Patrimonio Pmi di sottoscrivere un prestito obbligazionario subordinato fino a 2,5 milioni che le consente di accedere a una riduzione del 5% del valore di rimborso del quasi equity (entro i 200mila euro, il tetto del de minimis) se rispetta impegni aggiuntivi.

Sempre ieri, poi, il sottosegretario Riccardo Fraccaro ha firmato il Dpcm che autorizza l’erogazione di 210 milioni di euro per le attività economiche, artigianali e commerciali delle aree interne della penisola. «Il rilancio delle aree interne è un’opportunità reale per tutto il Paese», ha detto il ministro del Sud, Giuseppe Provenzano.

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