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Via dal lavoro con le vecchie regole anche chi avrà i requisiti entro il 2014

Un contributo di solidarietà sui redditi più alti per garantire i lavoratori esodati. Contro il parere del governo, ma con il sostegno di tutti i partiti. Ieri la commissione Lavoro della Camera ha approvato con voto unanime un emendamento alla legge di Stabilità che estende le coperture per chi è rimasto senza reddito a causa della riforma previdenziale. Erano 129mila gli esodati a cui l’esecutivo aveva già assicurato la “salvaguardia”, cioè la possibilità di andare in pensione con i vecchi criteri. Il testo passato ieri a Montecitorio la allarga a tutti gli altri lavoratori che avrebbero maturato i requisiti nel 2013 e nel 2014. A finanziare l’apposito fondo sarà un prelievo fiscale straordinario del 3% su redditi e pensioni superiori ai 150mila euro, una soglia raggiunta solo dallo 0,36% degli italiani.
Sempre che arrivi il via libera anche dalla commissione Bilancio, che tra una decina di giorni dovrà esprimersi su tutti gli emendamenti. Il parere negativo del governo, ha spiegato il viceministro al Welfare Michel Martone, è motivato proprio dalla mancanza delle necessarie coperture finanziarie, tanto più il debito pubblico italiano secondo l’Eurostat e i dati relativi al secondo trimestre 2012 resi noti ieri ha raggiunto il livello di 126,1% del Pil. Parere negativo condiviso anche dal deputato del Pdl Giuliano Cazzola, unico dei componenti della commissione Lavoro ad essersi astenuto dal voto. Tre miliardi di euro, tanto dovrebbe costare secondo le prime valutazioni la salvaguardia per gli esodati rimasti esclusi dai primi interventi. Ma si tratta solo di una stima, visto che il numero esatto dei coinvolti, dopo mesi di batti e ribatti, ancora non si conosce. L’Inps sta rifacendo un’altra volta i conti e il verdetto, forse definitivo, è atteso per il 21 novembre.
La creazione di un fondo assistenziale era già prevista nel testo della Legge di Stabilità approvato dal governo. Ma con un finanziamento di soli 100 milioni e limitato al 2013. L’emendamento approvato ieri lo trasforma in un vero e proprio fondo previdenziale, come richiesto dai sindacati e da diverse associazioni di esodati tra cui quella di Roma. E stabilisce con precisione chi avrà diritto ad accedervi, cioè tutti i lavoratori che avrebbero maturato i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2014.
Per questo il fondo viene potenziato. Il testo passato in commissione stabilisce che vi confluiscano i 9 miliardi già stanziati per i primi 129mila salvaguardati, in modo che eventuali risparmi restino a disposizione degli altri lavoratori esodati. A garantire la copertura dovrebbe però essere un contributo di solidarietà del 3% sulle buste paga e le pensioni più alte, per la parte superiore a 150mila euro. E se ancora non bastasse scatterebbe anche una clausola di salvaguardia, già contenuta nel decreto del Salva-Italia: un aumento delle accise sulle sigarette.
L’emendamento, firmato da Silvano Moffa di Popolo e territorio, è stato sottoscritto dai capigruppo di tutti i partiti. «A sottolineare che per maggioranza e opposizione il tema dei lavoratori rimasti senza reddito è una priorità da risolvere con questa Legge di Stabilità», ha commentato il deputato Pd Cesare Damiano. E un plauso unanime è arrivato anche dai sindacati, Cgil, Cisl e Uil, che hanno chiesto al governo di prendere atto della decisione del Parlamento e far cadere l’opposizione all’emendamento.

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