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Via alla tassa fissa da 100 mila euro per gli stranieri ricchi

Centomila euro l’anno di tasse per quindici anni. A prescindere da quanto si guadagna. Nel giorno in cui si profila la proroga al 21 aprile dei termini per aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali di Equitalia, il fisco italiano apre le porte ai ricchissimi che vogliono stabilire la residenza nel nostro Paese. Operazione prevista dalla legge di Stabilità, e che servirà all’Italia anche ad attrarre multinazionali e manager in fuga dalla City londinese dopo la Brexit.

La rottamazione delle cartelle, con il pagamento delle imposte dovute e la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, potrebbe dunque essere estesa dal 31 marzo al 21 aprile. Se un emendamento presentato al decreto terremoto all’esame della Camera sarà dichiarato ammissibile il governo non si opporrà, dando via libera al posticipo dei termini. Dopo un avvio lento, nelle ultime settimane l’adesione dei contribuenti alla rottamazione è aumentata in modo esponenziale, tanto che si contano finora circa 400 mila domande e Equitalia ha programmato l’apertura straordinaria degli sportelli per assistere i contribuenti.

Intanto, ieri, l’Agenzia delle entrate ha emanato il provvedimento applicativo della norma prevista dall’ultima legge di bilancio per attrarre in Italia la residenza dei grandi contribuenti. Chi trasferisce la propria residenza in Italia per la prima volta o dopo un’assenza di almeno nove anni negli ultimi dieci, potrà optare per una tassazione forfettaria dei redditi prodotti all’estero assolutamente favorevole per chi guadagna da 250 mila euro lordi annui in su. A prescindere dalla somma percepita pagherà al fisco italiano 100 mila euro l’anno, più 25 mila euro per ogni familiare a carico.

Il regime verrebbe prorogato automaticamente di anno in anno per una durata massima di quindici anni e prima di essere chiesto può essere oggetto di uno specifico «interpello» all’Agenzia, che risponderà in modo formale chiarendo tutti i termini del regime applicabile. La norma «acchiappa Paperoni» ha lo scopo di attrarre in Italia capitale umano anche in prospettiva post-Brexit. Non fa incassare meno tasse, spiegano al Tesoro, ma anzi aumenta il gettito se può convincere aziende e manager a trasferirsi in Italia e trasformare Milano in «hub» della finanza europea.

Mario Sensini

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