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Via alla “tassa Airbnb”, ma nessuno la paga

A rigor di legge i primi soldi della “tassa Airbnb” dovrebbero arrivare al Fisco lunedì 17. La nuova cedolare secca sugli affitti turistici, che ora devono essere gli intermediari, digitali e non, a trattenere e versare all’Erario è scattata a giugno, con obbligo di versamento a metà del mese successivo. In realtà quello che lo Stato incasserà in questo primo atto della norma anti evasione è zero. Nulla dalle piattaforme digitali, Booking e appunto Airbnb. Nulla dagli agenti immobiliari “tradizionali”. Nessuno degli intermediari a giugno ha trattenuto il tributo.
C’entra l’incertezza della legge inserita nella manovrina, che neanche le disposizioni dell’Agenzia delle Entrate sono riuscite a dipanare. Booking per esempio non media i pagamenti tra proprietario e affittuario, quindi non dovrebbe rientrare nell’obbligo. Ma di più c’entra la fretta con cui la norma è stata resa operativa. Il codice tributo è arrivato la scorsa settimana, il regolamento mercoledì, a ridosso della prima scadenza. Per cautelarsi molti agenti immobiliari a giugno hanno evitato di incassare gli affitti, facendo trasmettere direttamente il dovuto dal turista al proprietario di casa: «Quindi nessuno verserà la cedolare», dice il presidente Fiaip, l’associazione di categoria, Paolo Righi. Mentre Airbnb, che i soldi li incassa e li smista, continua con l’opposizione frontale («legge inattuabile») e non ha ancora nominato un rappresentante fiscale in Italia.
In teoria la startup rischia grosso: i sostituti di imposta che omettono le trattenute sono passibili di multe fino al 20% della cifra mancante. Per qualche mese, visti i tempi ristretti, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe andare cauta con i controlli. Ma troppo lenti non si può andare: il governo ha previsto di incassare dalla cedolare 80 milioni di euro di extra gettito quest’anno e 140 milioni dal 2018. Gli unici che a giugno hanno trattenuto la cedolare sono gli iscritti a Property Managers Italia, gestori di immobili che però girano gli affitti ai proprietari all’inizio del mese successivo, e quindi verseranno il dovuto al Fisco solo da metà agosto. In ogni caso, una parte limitata del mercato.

Filippo Santelli

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