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Via al taglio dei costi, si parte da 5 mila esuberi

Un rafforzamento patrimoniale complessivo da 8,1 miliardi per il Montepaschi, più basso della richiesta iniziale (Bce aveva stimato 8,8 miliardi il fabbisogno sulla base degli stress test del 2016) e di conseguenza un intervento dello Stato più contenuto: 3,9 miliardi con l’aumento di capitale e fino ad un massimo di 1,5 miliardi per riacquistare le azioni ora assegnate ai detentori retail del bond subordinato da 2,1 miliardi (in cambio avranno bond senior). La differenza tra le due cifre si spiega con il fatto che non tutti saranno rimborsati (al 100%) ma solo quelli oggetto di vendite scorrette e la stima è appunto per un massimo di 1,5 miliardi. Comunque, il canovaccio dell’operazione, che verrà illustrata nel dettaglio stamane, prevede che la conversione dei bond subordinati sia pari a 4,3 miliardi. Quanto era stato ipotizzato in sede di conversione volontaria dei bond subordinati, quando ancora si pensava possibile un aumento di capitale sul mercato. Come allora, su alcuni titoli dovrebbe essere previsto un “taglio” del 15% sul valore nominale (ma non su quello venduto quasi interamente al retail) e dovrebbe restar fuori dalla conversione in azioni il “fresh”.
Tutti dettagli che saranno chiariti oggi, ma che fanno dire già d’ora che lo Stato investirà in Mps fino ad massimo di 5,4 miliardi di euro (tutti i valori sono arrotondati per eccesso) e in cambio avrà circa 70% del capitale, acquisendo azioni «a prezzo ridotto», come si legge nel comunicato della Commissione. Il 28% del capitale dovrebbe restare agli ex titolari di bond subordinati; gli azionisti attuali post aumento dovrebbero essere intorno al 2%.
Oggi verrà spiegato anche il nuovo piano industriale della banca, come farà Mps «a dare soddisfazione in futuro» ai propri azionisti, come ha annunciato l’ad Marco Morelli. E al primo posto ci sarà il taglio dei costi; quindi, in prima fila, gli esuberi. A quanto trapela la Commissione dovrebbe aver approvato un piano industriale che si basa su una riduzione dell’organico in Italia intorno alle 5 mila unità, più i dipendenti in Francia (circa 500). Gli esuberi verranno gestiti con il relativo Fondo, su base volontaria, e con un periodo di “scivolo” di 5 anni.
La vera scommessa sarà sul lato della redditività: secondo alcune stime, nel 2019 i profitti netti della banca potrebbero sfiorare i 500 milioni di euro. Circa un anno fa, ai tempi del primo piano industriale, Morelli aveva ipotizzato un utile pari a 1,1 miliardi nel 2019.

Vittoria Puledda

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