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“Via al sussidio ai cocopro, stagionali salvi”

Naspi dimezzata per gli stagionali, Dis-coll ancora inesistente per i cocopro. Monta la rabbia sui social e in piazza. Con i lavoratori pronti anche ad occupare i porti. Stefano Sacchi, il padre della Naspi, il nuovo sussidio di disoccupazione al debutto dal primo maggio, e consulente di Palazzo Chigi per il Jobs Act, risponde alle critiche.
Professore, il governo trascura i precari?
«Per nulla. Abbiamo creat o la Dis-coll, un sussidio apposito per cococo e cocopro. Possono accedervi in 300 mila, dura sei mesi e con lo stesso importo della Naspi ».
Però ancora non c’è.
«Entro la settimana l’Inps emanerà la circolare attuativa. Da quel momento i lavoratori con i requisiti avranno 68 giorni per richiederlo e sarà retroattivo, a partire da gennaio ».
Gli stagionali si ritrovano con la Naspi dimezzata…
«Non sarà dalla mattina alla sera, ma dal 2016. Quest’anno resta tutto com’è, i lavoratori stiano tranquilli. E poi solo una parte degli stagionali è in questa situazione. Per chi lavora fino a cinque mesi all’anno e sopra gli otto, non cambia nulla. La questione si pone per coloro che alternano, strutturalmente, sei mesi di lavoro a sei mesi di sussidio, anno dopo anno».
Fannulloni? Furbetti?
«Molti mi scrivono: prof, si è dimenticato di noi. Non è così. Ma qui c’è un problema. Se Paola fa la receptionist per sei mesi a mille euro al mese e poi ottiene altri sei mesi di sussidio, lei versa 162 euro di contributi totali e in cambio riceve dallo Stato, dunque dalla collettività attraverso le tasse di tutti, 6.500 euro tra Aspi e contributi figurativi. In pratica copre appena un 2,5% dei benefici. Una situazione insostenibile e iniqua verso gli altri lavoratori. Se strutturale, il sussidio alla fine diventa un reddito garantito, non più un’assicurazione contro il rischio di perdere il lavoro».
Volete dimezzare i diritti?
«Al contrario, diciamo sì ai diritti, no ai privilegi. La Naspi è il sussidio più inclusivo d’Europa. E noi l’abbiamo non solo esteso, ma incrementato di due miliardi e mezzo di euro all’anno. Come si fa a dire che abbiamo diminuito i diritti?».
Non la pensano così gli stagionali…
«Per il 2015 il problema non si pone. Alla fine di questa stagione turistica saranno nelle condizioni precedenti. Dal prossimo anno però sarà conveniente avere contratti più lunghi da otto mesi, così da coprire la parte restante con il sussidio. Vogliamo che tutti si attivino».
In molte zone il lavoro non si trova…
«Per chi è in condizioni di bisogno e non riesce a ricollocarsi dal primo maggio c’è l’Asdi. Occorre rafforzarlo. Eventualmente si potrebbe pensare a un’applicazione particolare per il turismo, un settore cruciale per l’economia italiana».
Non era meglio partire dalle politiche attive e poi cancellare l’articolo 18 e dimezzare i sussidi?
«I decreti restanti del Jobs Act arriveranno a giugno, in tempo per il 2016, quando alcuni sussidi si ridurranno ».
Cosa farete con gli ammortizzatori?
«Li razionalizzeremo in base al principio: chi più usa, più paga. E faremo finalmente partire i fondi di solidarietà della Fornero, estendendone le prestazioni e includendo più lavoratori».
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