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Via al processo telematico in Cassazione

Via libera al processo civile telematico anche in Cassazione: è possibile il deposito online con valore legale degli atti dei difensori nei giudizi civili. E dunque gli avvocati possono dire addio alla carta nel presentare ricorsi, controricorsi, ricorsi incidentali e i documenti in corso di causa. Si tratta per ora di una facoltà e non un obbligo, consentita anche per gli atti che riguardano procedimenti pendenti. Ma chi sceglie la modalità digitale deve pagare il contributo unificato su pst.giustizia.it. Nella lunga sperimentazione è stato utilizzato il redattore open source Slpct, ma le software house hanno aggiornato i loro prodotti inserendo gli schemi per gli adempimenti alla Suprema corte. A fare il punto interviene il vademecum della Fiif, la fondazione per l’innovazione forense del Consiglio nazionale degli avvocati, spiegando che al momento il deposito hi-tech è comunque legato alla normativa d’emergenza Covid. Si possono produrre via Internet praticamente tutti gli atti del processo di legittimità (si veda tabella in pagina). E dunque depositare online il controricorso anche se il ricorso è anteriore al 31 marzo 2021 e quindi cartaceo. Si consiglia invece di presentare le memorie ex art. 378 Cpc sia nelle forme del Pct sia via Pec per il contrasto creatosi con la norma del decreto rilancio. E l’avvio dell’informatizzazione va raccordato anche con le notifiche via pec: è divenuto possibile il deposito telematico delle ricevute di accettazione e consegna, dunque non sono più utilizzabili le copie analogiche formate ai sensi dell’art. 9, c. 1 bis e 1 ter, l. 53/94, mentre si deve sempre provare l’avvenuta notifica via Pec degli atti processuali, esclusivamente con la modalità telematica, anche nel termine ex art. 372 Cpc. Lo switch consente di superare in larga parte il protocollo d’intesa anti Covid dell’ottobre scorso. L’avvocato può estrarre copia di atti e provvedimenti dai fascicoli informatici di piazza Cavour e attestarne la conformità. E gli atti da depositare? Possono essere duplicati informatici di quelli dei gradi precedenti o copie informatiche: i primi non hanno bisogno dell’attestazione di conformità; le seconde sì, e le certificazioni devono avere data anteriore alla procura per il giudizio di legittimità quando sono redatte e sottoscritte dal difensore dei gradi precedenti che non coincide col cassazionista. Può ricorrere ai «depositi complementari» come in sede di merito chi vuole allegare le carte dei gradi precedenti e non potrebbe farlo entro il limite di 30 mb della busta telematica.

Come si compila la busta? Non ci sono grandi differenze dai giudizi di merito. Ma va selezionato il campo «destinazione» se si tratta di un ricorso o controricorso da depositare in un procedimento di cui non si è riusciti a risalire al numero di ruolo generale. Quando invece si conoscono le informazioni, bisogna andare su «procedimento». Occhio a inserire bene i dati del provvedimento impugnato perché serve a veicolare il deposito nel fascicolo giusto. Per individuare la materia del procedimento conviene partire dal codice del giudizio di merito e usare il motore di ricerca sul sito della Cassazione nella pagina dei nuovi criteri di classificazione.

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