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Via al pacchetto salvabanche. Rimborsi: decreto del ministro Fallimenti, agevolazioni sull’imposta di registro

ROMA
Una via di uscita per le banche cooperative che non vorranno aggregarsi. La sospensione per tutto il 2016 dell’imposta di registro sulle vendite all’asta. La nuova garanzia di Stato sulle sofferenze bancarie. Sono le tre novità decise ieri notte dal Consiglio dei ministri, affidate a un decreto legge e a un disegno di legge delega di riforma del diritto fallimentare. I criteri dei rimborsi agli obbligazionisti delle 4 banche salvate a novembre alla fine non entrano nel provvedimento. E saranno affidate a un successivo decreto del ministero dell’Economia e a un dpcm. «Arriveranno nei prossimi giorni, sono pronti. Non c’è nessuno slittamento e nessun rinvio », precisa a notte fonda il premier Renzi.
Varata dunque la riforma delle Bcc, le banche di credito cooperativo. «In larga parte abbiamo accolto la proposta di autoriforma, fatta dalle stesse Bcc», spiega Renzi. E dunque una holding, «un gruppo unico che ha come minimo 1 miliardo di patrimonio e che costituirà un grande ombrello di salvataggio e di coesione per tutte le Bcc che decideranno di stare dentro». E qui la novità, illustrata dal premier: «Chi vorrà uscire dal sistema di banche di credito cooperativo potrà farlo, ma a condizione che abbia almeno 200 milioni di riserve e corrisponda all’erario una cifra pari al 20% di queste riserve». Una vera sorpresa, rispetto alle ipotesi di vigilia. «Non saranno moltissime le banche che se ne andranno», precisa Renzi. «Sono una decina più o meno», calcola il ministro dell’Economia Padoan, le Bcc con quella soglia di riserve. «Ma questo non significa che devono uscire tutte, solo che hanno la possibilità di farlo». E poi «ci sono 18 mesi di tempo dall’approvazione della misura per scegliere, un tempo sufficiente anche per aumentare quella soglia». In altri termini, spiega il ministro, le banche che oggi sono sotto il livello dei 200 milioni di riserve possono pensare di aumentarlo, nel giro di un anno e mezzo, per poi staccarsi dal gruppo.
«Non ce lo auguriamo, ma è un fatto di libertà», aggiunge Renzi. «L’idea del gruppo forte e solido è un valore. E da domani mattina tutto il sistema bancario italiano è più solido. Chi può liberarsi attraverso le aste giudiziarie fa prima e spende meno, chi vuole accedere alle garanzie ha un’occasione in più. Così il ddl sul fallimentare va nella stessa direzione ». Il riferimento dunque è alle norme che renderanno più fluide e veloci le procedure di recupero dei crediti, e non solo per le banche. «Le vendite all’asta saranno per tutto il 2016 esenti dall’imposta di registro, vale più di 200 milioni ed è un messaggio per semplificare la questione dei crediti incagliati», spiega ancora Renzi. E l’altro riferimento è all’accordo con Bruxelles sulla garanzia statale per le sofferenze bancarie cartolarizzate (la Gacs). Uno schema, quest’ultimo, ufficialmente validato ieri dalla Commissione europea che non lo ritiene aiuto di Stato, perché la garanzia verrà «remunerata in linea con le condizioni di mercato». E ora recepito dal decreto banche. Il cdm ha poi nominato il vice capo della Polizia di Stato. È Luigi Savina, questore di Milano. «Ha fatto un grandissimo lavoro durante l’Expo », ha commentato Renzi.
Gli istituti cooperativi potranno non aderire alla holding con 200 milioni di riserve e il 20% all’erario
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