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Via al decreto banda larga arriva il voucher per gli utenti e le risorse salgono a 7 miliardi

C’è il Fondo di finanziamento per il Piano strategico della banda larga e il Fondo di garanzia a copertura degli investimenti. Ci sono i voucher da destinare agli utenti che accetteranno di abbandonare i vecchi abbonamenti per passare ai nuovi collegamenti veloci. In forse c’è solo il credito di imposta per il quale rimarrebbero alcuni dubbi della Ragioneria dello Stato sulle coperture. Il tutto per un impegno di spesa di oltre 7 miliardi.
Pur soggetto ancora a qualche possibile limatura nei prossimi giorni, il decreto “Comunicazioni” è pronto per approdare in Consiglio dei ministri. Con tutta probabilità la prossima settimana, tra martedì o mercoledì. E’ il testo a lungo atteso dagli operatori perché fissa gli impegni del Governo nei confronti dello sviluppo delle reti di nuova generazione. Secondo quel meccanismo di collabora- zione tra pubblico e privato per cui questi ultimi dovrebbero investire almeno quanto il pubblico. Un progetto su cui conta molto il premier Matteo Renzi, sia per la mole degli investimenti da qui al 2020 e la ricaduta in posti di lavoro, sia per dimostrare all’Europa che il paese è in grado di recuperare le ultime posizioni in classifica sulla diffusione della banda larga. E raggiungere l’80% della popolazione con 100 Megabit nei prossimi cinque anni.
La novità significativa riguarda l’articolo 3 del decreto in cui definiscono le caratteristiche dei voucher destinati all’utente finale. Soprattutto per la somma messa a disposizione dal Governo, superiore alle previsioni. Secondo il documento esaminato da Repubblica , la somma stanziata — se confermata dal Consiglio dei ministri — è pari a 1,4 miliardi nel quinquennio considerato. Contro i 4,6 miliardi destinati al Fondo per il finanziamento della banda larga. In un primo tempo, si era ipotizzato che il rapporto fosse di 1 a 4, mentre ora la bilancia pesa di più in favore del contributo a chi deciderà di passare alla banda larga.
Riguardo al voucher, nel decreto così si legge: «Per favorire la diffusione di reti di nuova generazione, sono concessi voucher agli utenti finali che attivano servizi a banda ultralarga a una velocità di connessione simmetrica superiore a 100 Mbps garantita». Il contributo deve andare subito in bolletta, a carico dell’operatore che provvederà poi a farsi rimborsare dal Ministero dello Sviluppo economico.
A chi andranno le “misure incentivanti”? Telecom Italia temeva di essere penalizzata, dopo l’intervento dell’Antitrust che aveva messo in discussione la possibilità che potessero andare alle società verticalmente integrate. Il decreto se la cava così: «Ad eccezione del voucher, l’assegnazione delle misure incentivanti sono attribuite a soggetti selezionati con procedura competitiva e, preferenzialmente, a soggetti nonverticalmente integrati».
La prossima settimana ci sarà un passaggio decisivo anche alla Ue, con Bruxelles che dovrà valutare se si tratti di aiuti di Stato o meno e in quali circostanze. Dopodiché si passerà alla suddivisione delle risorse anche in base alle “prenotazioni” degli operatori, dalle quali si capirà in quanti presenteranno offerte per cablare anche le aree meno remunerative, quelle meno densamente popolate.
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