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Via al confronto Italia-Bruxelles ma è stallo sul bilancio Ue

Saranno pure le solite “schermaglie negoziali” come qualcuno le definisce ma è un fatto che non si intravede il benchè minimo spiraglio nella disputa tra Consiglio Ue ed Europarlamento sul Recovery Fund e il nuovo bilancio europeo 2021-2027. Ieri a Bruxelles il ministro delle Politiche europee, Vincenzo Amendola ha avviato una serie di contatti tecnici incontrando il vicesegretario della Commissione Ue responsabile della task force che si occupa dei piani nazionali del Recovery Fund per informarlo delle decisioni prese dal Parlamento italiano in merito alle linee guida dei progetti italiani. Incontro del tutto interlocutorio visto lo stallo in cui versa il negoziato per il quale si prevedono tempi lunghi. Una situazione che preoccupa perfino il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che parlando ieri a Macerata ha tenuto a ricordare «le vicende che in Europa registrano uno stallo negoziale tra Eurocamera e Consiglio sui fondi per il bilancio e la condizionalità sullo stato di diritto, che rischia di ritardare anche l’erogazione del Recovery Fund».

I negoziatori del Parlamento hanno infatti bocciato la proposta del Consiglio europeo di luglio aumentando la dotazioni di alcuni programmi come l’Erasmus e il Fondo europeo per la difesa. In una lettera di Ohan Van Overtveldt, presidente della commissione Bilancio dell’Eurocamera all’ambasciatore tedesco Michael Clauss (che ha la presidenza di turno) le proposte del Consiglio vengono definite «inaccettabili per il Parlamento». Secondo la presidenza tedesca invece «è deplorevole che l’Europarlamento abbia perso l’opportunità di portare avanti i negoziati sul bilancio. L’offerta di compromesso è valida». Resta da superare anche il nodo dello stato di diritto per accedere ai fondi europei, elemento avversato per motivi opposti sia dall’Olanda e dai frugali così come da Polonia e Ungheria.

Il Parlamento ha insistito sulla necessità di introdurre sanzioni e limitare l’accesso ai fondi europei gli Stati che non rispettino gli standard europei ma anche questa condizione è stata respinta. Lo stesso presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha fatto il punto ieri ai capi di Stati e di Governo riuniti per il Consiglio europeo. «Attualmente – ha detto -i negoziati si sono arenati, sbloccarli è nelle vostre mani» (dei capi di Stato e di governo). « I vostri sforzi a luglio – ha aggiunto – si sono concentrati comprensibilmente sul Recovery Instrument e sulle dotazioni nazionali. Ma ridurre i programmi settennali con una chiara dimensione europea non è la strada giusta».

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