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Via ai rimborsi parziali Renzi: “E ora cambierà la riforma Fornero”

Un rimborso una tantum che arriverà il primo d’agosto e che riguarderà solo chi percepisce una pensione inferiore ai 3.200 euro lordi al mese. E sempre sotto quel tetto, un nuovo meccanismo di rivalutazione rispetto al costo della vita che scatterà nel 2016 e che — secondo il governo — premierà i redditi più bassi. Ultima novità: da giugno tutte le pensioni saranno pagate il primo giorno del mese. Ecco come ieri — con un decreto ad hoc — il governo ha risposto al verdetto della Corte Costituzionale che ha bocciato il “congelamento” delle indicizzazioni voluto dall’esecutivo Monti, per gli anni 2012-13, su tutti gli assegni superiori ai 1.400 euro lordi. Per 3,7 milioni di pensionati ci sarà quindi un bonus estivo (“bonus Poletti” lo ha battezzato il premier), altri 670 mila ne saranno esclusi (la sentenza non produce effetti per gli assegni superiori sei volte e più il minimo). A fare degli esempi su come funzionerà l’una tantum variabile è stato lo stesso Renzi: il bonus andrà dai 278 euro previsti per gli assegni più cospicui (da 5 a 6 volte il minimo), al massimo dei 750 euro versati agli assegni più bassi (da 3 a 4 volte il minimo, in pratica tra i 1.500 e i 2.000 euro). «Se tu prendi 1.700 euro lordi di pensione, l’1 agosto il bonus Poletti darà 750 euro, se 2.200 euro sarà di 450 euro, se 2.700 sarà di 278 euro», ha semplificato il premier. Un rimborso decisamente parziale che salva però i conti: «Con la restituzione totale sarebbero andati fuori controllo» ha detto il ministro dell’Economia Padoan. Arretrati a parte, sempre per i trattamenti sotto ai 3.200 euro lordi, il governo ha previsto anche un nuovo sistema di indicizzazione all’inflazione che scatterà dall’anno prossimo. «A regime, dal 2016, a chi prende 1.700 euro lordi di pensione andranno 180 euro l’anno, 99 euro a chi prende 2.200 euro lordi, 60 euro l’anno a chi ne prende 2.700», ha detto Renzi. Fin qui le risposte del governo alla sentenza della Consulta, dovute — ha commentato il premier — «per rimediare ai danni di chi oggi fa finta di nulla». Ma la partita della previdenza non è finita: la legge di Stabilità cambierà la riforma Fornero introducendo la flessibilità, ovvero la possibilità di lasciare il lavoro prima intascando un assegno più basso. Lo ha annunciato, sempre a modo suo, lo stesso Renzi: «Se una donna a 62 anni preferisce andare in pensione prima e stare con il nipotino, rinunciando a 20-30 euro, ma magari risparmiando di baby sitter — ha spiegato — bisognerà trovare le modalità per cui, sempre con attenzione ai denari, si possa permettere a questa nonna di andarsi a godere il nipotino».

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