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Via agli acquisti di titoli di Stato L’idea anticrisi lanciata da Tokyo

Da oggi la Banca centrale europea metterà le banche centrali nella condizione di acquistare 60 miliardi di obbligazioni pubbliche e private al mese — e saranno circa 40 i miliardi destinati ai titoli di Stato sovrani — almeno fino al settembre 2016: in tutto, 1.140 miliardi di euro. All’Italia potrebbero toccare 110-150 miliardi. Caleranno i tassi di interesse sugli stessi titoli e grazie a questo gli investitori italiani potrebbero risparmiare 6 miliardi quest’anno e altri 8 nei primi 6 mesi del 2016.
Tutto ciò è il «Qe», o «quantitative easing»: la misura non convenzionale di politica monetaria che da oggi Mario Draghi lancerà sui mercati. Tradotto dall’inglese il concetto significa «allentamento quantitativo». Allentamento del «credit crunch», la stretta creditizia a causa della quale le banche non si prestano più soldi fra loro e non li prestano più a imprese e cittadini, inaridendo così l’economia. Il sistema fu usato per la prima volta nel 2000 dalla Banca del Giappone, e quasi sempre dal 2007 in poi dalla Federal Reserve americana (ancora oggi rastrella ogni mese 40 miliardi di dollari di titoli), e dalla Banca centrale di Londra. La medicina del Qe agisce in tre stadi. Primo: la Bce inietta nel proprio sistema del denaro creato ex-novo, cartaceo o elettronico. Secondo: ai «soldi nuovi» attingono le 19 banche centrali dell’Eurozona — e quindi le rispettive banche nazionali — che dovrebbero usarli per acquistare titoli di Stato e bond pubblici e privati. Sul mercato comincia a circolare più denaro, che viene investito e speso. Terzo stadio: l’accesso più facile al credito e la maggiore circolazione di denaro stimolano la domanda dei titoli, e contemporaneamente ne riducono i tassi di interesse. Se tutto va bene, il Qe si tira dietro la crescita economica: crescono il Pil, l’occupazione e i consumi, e l’inflazione può risalire al 2%, limite prefissato dalla Bce, allontanando così la deflazione, che è uno dei nemici principali della politica monetaria di Francoforte.

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