Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Vertici Bpm alla resa dei conti

di Paola Pica

MILANO— È toccato ieri al presidente Massimo Ponzellini comunicargli la richiesta di dimissioni arrivata da una buona parte dei consiglieri. A Fiorenzo Dalu, milanese 59 anni compiuti lo scorso marzo, una carriera più che trentennale tutta interna a Piazza Meda per lo più nella divisione commerciale, non è rimasto che prenderne atto. Anche se la firma in calce alla lettera d’uscita potrebbe tardare di qualche giorno. «Sto preparando l’assemblea» di sabato, ha spiegato ieri ai suoi più stretti collaboratori lo stesso Dalu consapevole che comunque l’esperienza da direttore generale della Bpm iniziata nell’agosto 2008 con la benedizione dei sindacati è ormai conclusa. «Non rispondi più agli equilibri interni» gli sarebbe stato fatto notare senza nascondere che l’insoddisfazione del consiglio nei suoi confronti viene da lontano, dalla progressiva perdita di redditività della banca. Negli ultimi dodici mesi il titolo in Borsa è precipitato a quota 2,3 euro, quasi dimezzato rispetto al valore nominale. Ma il nuovo scossone al vertice arriva in piena bagarre interna per la maxi ricapitalizzazione da 1,2 miliardi imposta dalla Banca d’Italia. Un aumento di capitale che per valore supera l’attuale capitalizzazione di Borsa (900 milioni circa) e come impegno finanziario va ad aggiungersi a quello del rimborso dei Tremonti bond previsto per il 2013. Prima della severa correzione dei livelli patrimoniali il consiglio aveva tra l’altro già bocciato una proposta di aumento da 600 miliardi avanzata dal presidente Ponzellini e dallo stesso Dalu. L’operazione da 1,2 miliardi varata su richiesta della Vigilanza insieme a un piano di risparmi e a nuove incombenze sulla trasparenza della governance ha moltiplicato le apprensioni dei sindacati che vedono minacciato il grande potere di cui hanno fin qui goduto. Non si può tra l’altro escludere che la ricapitalizzazione porti all’allargamento del parterre degli investitori, magari in vista di un prossimo innalzamento del tetto azionario oggi fissato allo 0,5%. Il passo indietro di Dalu era atteso da tempo, anche se era stato lo stesso presidente Ponzellini a smentirlo a più riprese. A difendere il direttore generale pare fosse rimasto però negli ultimi tempi solo la Fiba-Cisl. In occasione della prima riunione utile del consiglio d'amministrazione -il calendario di maggio ne prevede due, martedì 3 o quello successivo, il 10 sarà nominato il nuovo direttore generale. Il nome più quotato è al momento quello del condirettore Enzo Chiesa, 46 anni, già direttore finanziario con un passato professionale alla merchant bank del gruppo, la Akros. Non si esclude comunque nemmeno l’arrivo di un manager esterno. Al nuovo capo azienda spetterà in ogni caso il compito di redigere un piano in linea anche con le indicazioni della Banca d’Italia e, ancor prima, cercare di riportare il sereno nella cooperativa ormai da troppo tempo in balia delle divisioni e dalle lotte di potere.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ultimo miglio con tensioni sul piano italiano per il Recovery Fund. Mentre la Confindustria denuncia...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le diplomazie italo-francesi sono al lavoro con le istituzioni e con le aziende di cui Vivendi è un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La tempesta del Covid è stata superata anche grazie alla ciambella di salvataggio del credito, ma o...

Oggi sulla stampa