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Vertici Anas a rischio per i rimborsi facili ai progetti Bonsignore

Il Ministero infrastrutture e mobilità sostenibile dà i sette giorni ai vertici dell’Anas, per un cambio di linea radicale nei rapporti con le concessionarie, che dovrebbe evitare il salasso pubblico dei 180 milioni chiesti dalla Ilia Or.Me dei Bonsignore per rilevare i progetti dell’autostrada Orte-Mestre. Sarebbe un bis maggiorato dei 36 milioni versati l’anno scorso da Anas alla Sarc (sempre dei Bonsignore) per i progetti, abortiti, sulla Ragusa-Catania.Secondo fonti politiche, il 24 giugno – dopo l’approvazione del bilancio Anas 2020 – il governo indicherà i nuovi vertici, in scadenza: e pare alle viste una netta discontinuità rispetto a quelli espressi dalla maggioranza gialloverde del governo Conte I. Tre anni fa i M5s scelsero l’ad Massimo Simonini, la Lega il presidente Claudio Gemme. In queste ore il dossier Anas è nelle mani dei tecnici, con la politica che brancola nel buio, come per quasi tutte le nomine del governo Draghi. Tra i corridoi del ministero delle Infrastrutture emana il più grande laicismo sulla possibilità di subentrare – in cambio di 180 milioni – al grandioso progetto dei Bonsignore per l’autostrada da 10,3 miliardi che colleghi l’Italia centrale a Venezia. Anche perché, a differenza del progetto per la “Ragusana”, sulla Or-Me non c’è ancora una gara vinta dal Promotore (i Bonsignore), né una delibera del Cipe né il Piano economico finanziario. In assenza di ciò, e nel nuovo clima istituzionale, le chance di un secondo assegno ai costruttori siciliani paiono ridotte.Anche dalle carte interne dell’Anas emergono le perplessità di più di un dirigente, sia sul progetto Ragusa- Catania che sulla Orte-Mestre: ma i pareri critici furono trascurati dalla gestione Simonini, che anzi due anni fa rimosse quasi tutta la prima linea Anas, con cinque direttori di area esodati con 32 mensilità di incentivo (oltre 5 milioni di esborso), tre cambiati di ruolo, uno licenziato. Un terremoto che facilitò la formazione del consenso dei dirigenti amministrativi, senza il quale, in base alla normativa, i membri del cda Anas sono passibili di rispondere per l’eventule danno erariale. Quel nulla osta era, quindi, necessario per subentrare ai progetti dei concessionari privati, e liquidarli a suon di milioni, sfruttando una leggina introdotta nel Milleproroghe 2019 dalla ministra dei trasporti Paola De Micheli (Pd).La figura del responsabile Anas per lo sviluppo e la gestione partecipate – che aveva espresso riserve su entrambi i progetti sotto esame – fu soppressa nella riorganizzazione aziendale del marzo 2019, mentre il direttore finanziario fu ricollocato ai Sistemi informativi spingendolo alle dimissioni, e il suo posto andò senza fare concorsi, a Massimiliano Gattoni, segretario dell’ex ministro Danilo Toninelli.E Federica Ribechi, tuttora capo della finanza Anas, in una mail sulla Orte-Mestre di luglio 2019, scriveva: «La differenza tra il progetto dei Bonsignore (pedaggiamento della Orte-Mestre) e quello ipotizzato da Anas (pedaggiamento limitato alla Cesena-Mestre) potrebbe far decadere le autorizzazi oni ottenute, e l’economicità del progetto». Notava, poi «le ingenti risorse da raccogliere per fare i lavori, sia in forma di capitale che di debito bancario»: malgrado «a valle di contatti informali primari istituti bancari non abbiano manifestato particolare interesse». Ma il destinatario, il suo capo Antonello Desantis, avallò il progetto.

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