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Vertice Passera-Proglio. Edf apre al piano italiano

di Francesca Basso

MILANO — C'è chi parla timidamente di «moderata apertura» da parte dei francesi e chi sta un passo indietro e si limita a dire che «stanno meditando» sulla proposta fatta dagli italiani sul riassetto di Edison, che dovrebbe concludersi con il passaggio del controllo a Parigi. Obiettivo probabile: non urtare le sensibilità dei protagonisti in questo momento della trattativa (che sta andando avanti dal marzo scorso). Un punto fermo però c'è ed è il colloquio (durato meno di un'ora) ieri mattina a Roma tra il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e il numero uno di Edf Henri Proglio, richiesto questa volta dal colosso energetico d'Oltralpe, che sta a sottolineare un cambio di passo. E che si è svolto all'indomani di un altro importante incontro, a Milano, tra Passera e i vertici di A2A.
Deve essere apparso evidente l'interesse del governo per l'evoluzione delle trattative sul riassetto del secondo produttore di energia del Paese. E probabilmente i francesi hanno intravisto nel neo ministro un elemento di garanzia tecnica e di stabilità di fronte alla nuova proposta degli italiani, che per la prima volta si dimostrano compatti. Del resto è rimasto poco tempo per arrivare a una conclusione: il 30 dicembre scade il patto di sindacato tra Edf e Delmi, mentre Edison ha il fiato sul collo da parte delle agenzie di rating, pronte a declassare il gruppo di Foro Buonaparte in mancanza di un tempestivo aumento di capitale, finora contestato dai soci italiani (questione che sarà affrontata nel consiglio del 29 dicembre).
Delmi due giorni fa ha proposto a Edf di cedere il proprio 30% di Edison in cambio di tutta Edipower, la società controllata dal gruppo di Foro Buonaparte forte di nove centrali (7 termoelettriche e 2 idroelettriche). Gli italiani avrebbero chiesto un prezzo compreso tra 0,9 e 1 euro ad azione (ieri in Borsa il titolo ha chiuso a 0,79 euro) per la propria quota e si sarebbero impegnati a garantire dei contratti di fornitura pluriennali del gas a Edison per le centrali di Edipower. Il prezzo delle azioni e il valore da dare a Edipower sarebbero i principali nodi da sciogliere della nuova trattativa. Insieme all'eventuale Opa che i francesi dovrebbero lanciare sul restante 20% di Edison, dal momento che Edf avrà l'80%. Secondo gli italiani Edipower dovrebbe valere tra 750 milioni e 1 miliardo di euro, cifra che hanno calcolato partendo dal valore attribuito da Edf al 20% detenuto da Alpiq. Intanto ieri i soci di Edipower hanno dato il via libera al rifinanziamento della società per 1,1 miliardo di euro, che permetterà alla controllata di Edison di rimborsare integralmente il debito dello stesso importo verso le banche in scadenza a fine anno.
Ora la palla è in campo francese e Delmi attende un segnale per risedersi al tavolo della trattativa. Fonti vicine al dossier parlano di «clima positivo» e di una «buona volontà ad arrivare a una soluzione condivisa e vantaggiosa per entrambi». I consigli di gestione e di sorveglianza di A2A sono convocati per la mattina del 29 dicembre, poi si terrà il consiglio di Edison. E il giorno dopo scadranno i patti di sindacato. È plausibile che si vada a una proroga tecnica per finalizzare gli accordi all'inizio del 2012. Questo consentirebbe anche di rassicurare le agenzie di rating, che vedrebbero garantito l'aumento di capitale da parte di Edf.
Se l'intesa dovesse finalmente chiudersi, il futuro dei soci italiani appare tuttavia complesso. L'ipotesi elogiata dall'assessore al Bilancio di Milano Bruno Tabacci di una Edipower tutta italiana – punto di partenza per la creazione di un terzo polo energetico accanto a Enel ed Eni che nascerebbe dall'aggregazione delle utility locali – ha già suscitato le prime prese di distanza del Comune di Brescia, l'altro socio di maggioranza di A2A e dal colore politico diverso. «I rispettivi Comuni sono legati da un patto di sindacato — ha scritto in una nota l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza — in base al quale le scelte e gli indirizzi strategici di A2A devono essere condivisi». Insomma, sta per cominciare una nuova partita.
 

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