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Vertice Merkel-Tsipras: avanti con il dialogo

È ripartito al massimo livello politico il tentativo di compromesso sul salvataggio della Grecia. Una manifestazione di disponibilità del premier greco Alexis Tsipras ha reso possibile l’atteso incontro a tre con la cancelliera Angela Merkel e con il presidente francese François Hollande al termine della prima delle due giornate del summit Ue-America Latina a Bruxelles. Già nel pomeriggio Merkel aveva fatto confermare di aver accettato la richiesta di Tsipras di mini-vertice a tre, che era rimasto in forse fino all’ultimo ed è iniziato nei locali della delegazione francese del Consiglio Ue poco prima delle 22. 
Circa due ore dopo la cancelliera ha lasciato la sede del summit sorridente e in silenzio. Poco dopo ha fatto sapere che con Tsipras e Hollande ha concordato di «intensificare i negoziati».
Nel pomeriggio fonti del governo greco avevano fatto trapelare la disponibilità di Atene a non arroccarsi più sul livello massimo dell’1% nell’avanzo primario del bilancio 2015. Sarebbe stato questo segnale di maggiore rigore finanziario a convincere Berlino di poter evitare gli effetti negativi in politica interna temuti in caso di concessioni eccessive alla Grecia. Anche il socialista Hollande lo ha ritenuto sufficiente per riprendere a mediare tra le posizioni opposte, non solo nella visione dell’economia, del premier greco di estrema sinistra e della cancelliera tedesca di centrodestra.
Tsipras ha accompagnato la maggiore disponibilità con una richiesta di estensione temporale del piano di salvataggio in corso. Fonti del suo governo hanno fatto circolare l’ipotesi di farlo slittare fino a marzo 2016 (dalla scadenza fissata entro questo mese). In pratica il secondo intervento di aiuti non finirebbe con i 7,2 miliardi attesi da Atene per evitare l’insolvenza già in estate. Né si dovrebbe iniziare subito dopo a negoziare un terzo piano da 30-50 miliardi con le conseguenti misure di austerità pretese dai creditori. I nove mesi aggiuntivi consentirebbero a Tsipras di gestire in modo più morbido un compromesso meno favorevole di quanto promesso durante le ultime elezioni. I greci non vogliono subire ulteriori misure di austerità perché quelle imposte per cinque anni dalla troika dei creditori (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario di Washington) hanno provocato effetti pesanti soprattutto sulle fasce più deboli. L’elettorato della cancelliera, invece, si aspetta l’impegno al rigore di bilancio come garanzia del pagamento dei debiti.
Merkel ha premesso di voler accettare solo un accordo avallato dalle tre istituzioni rappresentative dei creditori, che non si chiamano più troika per una esplicita richiesta di Atene. Tsipras ha incontrato il presidente polacco del Consiglio Ue Donald Tusk per spiegare la sua nuova posizione. Ha ricucito con il presidente lussemburghese della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che aveva respinto le ultime proposte di Atene e ha organizzato un nuovo incontro per oggi: verosimilmente con la speranza di poter sviluppare dal punto di vista tecnico i risultati politici eventualmente raggiunti nella riunione notturna tra il premier ellenico , la cancelliera tedesca e il presidente francese. «L’importante è fare in fretta e chiudere», ha dichiarato Hollande prima del mini vertice a tre. Il commissario Ue per la Affari economici, il francese Pierre Moscovici, ha parlato di accordo «più vicino che mai». La Bce ha lanciato un altro segnale incoraggiante aumentando la liquidità di emergenza per le banche greche fino a 83 miliardi di euro. Ma l’agenzia Usa S&P ha di nuovo declassato il debito greco.
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