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Vertice Cimbri-Ligresti Premafin «vota» su Palladio

di Sergio Bocconi

MILANO — Il numero uno di Unipol Carlo Cimbri ha incontrato ieri a Milano prima i Ligresti quindi Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca. Uscendo dalla sede della holding che controlla Fonsai, il top manager del gruppo bolognese ha detto ai cronisti: «È stato un incontro cordiale, come cordiali sono sempre stati i nostri rapporti», con la famiglia Ligresti, e ha aggiunto: «Siamo assolutamente fiduciosi» che l'operazione tra Unipol e Fonsai, «vada in porto».
Intanto Premafin ieri ha di nuovo «ballato» parecchio in Borsa, fino a essere anche sospesa, e ha chiuso la seduta con un guadagno del 3,23%. Da quando Palladio e Sator hanno presentato al mercato il loro piano con un aumento di capitale da 450 milioni, il valore dell'azione della holding è quasi raddoppiato passando da 0,27 euro a 0,48. Complice anche la rarefazione del flottante.
La società di Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago e quella di Matteo Arpe hanno dato tempo a Premafin per rispondere alla proposta fino all'8 marzo. La holding dei Ligresti è pronta a convocare il consiglio per giovedì e all'ordine del giorno dovrebbe esserci proprio l'offerta Palladio-Sator. In un primo momento l'esame con l'advisor Banca Leonardo ha riguardato in via preliminare le clausole che tutelano il contratto in esclusiva fino a luglio già sottoscritto con Unipol, che comprendono fra l'altro il divieto di negoziare altre operazioni.
Ieri sono anche cominciate le nuove trattative fra Premafin e banche sulla ristrutturazione del debito, pari a circa 330 milioni. Nel corso della riunione la holding, assistita da Leonardo & co. ha illustrato agli istituti la proposta che prevede in prima battuta il riscadenzamento a dieci anni, mentre a fusioni avvenute (tra Premafin, Fonsai, Milano e Unipol assicurazioni, previste per l'approvazione assembleare in settembre) 150 milioni saranno rimodulati in un convertendo a tre anni. Il resto sarà invece riscadenzato di nuovo con una tempistica più breve. Un nuovo incontro è stato fissato per lunedì, nel frattempo la banca agente Unicredit farà pervenire le sue osservazioni. L'obiettivo è procedere in tempi brevi anche per dar modo ai board degli istituti di deliberare sul punto. La ristrutturazione del debito è un passo che oggi assume un particolare significato, perché le banche che hanno l'esposizione più rilevante verso Premafin (Unicredit, 110 milioni, Mediobanca 70) hanno già fatto sapere di voler proseguire nel progetto Unipol. E altre (come Banco Popolare e Bpm, in tutto circa 40 milioni di crediti) sono verosimilmente allineate.
Infine, nella relazione del consiglio di Unipol, predisposta in vista dell'assemblea sull'aumento di capitale del 19 marzo, si legge che l'operazione determinerà «un significativo incremento dei ratio patrimoniali» «da inserire nel contesto dell'integrazione con Fonsai». Nel caso la delega venga esercitata integralmente, l'aumento da 1,1 miliardi comporta «un incremento pro forma del patrimonio netto di Unipol gruppo finanziario da 4,7 a 5,7 miliardi». Le spese che Unipol dovrà sostenere per l'aumento (comprese quelle per il consorzio di garanzia organizzato da Mediobanca) dovrebbero ammontare a 33 milioni, pari al 3% delle risorse richieste al mercato. Finsoe, che detiene il 50,7% di Unipol «ha manifestato la volontà di aderire all'operazione subordinatamente all'approvazione da parte degli organi sociali». Per quanto riguarda il bilancio 2011, la raccolta premi è stimata su valori superiori rispetto ai 6,5 miliardi di fine 2010 e il margine industriale è visto in miglioramento.
 

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