Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Vertice Bpm, scontro frontale tra Dini e Giarda

Tutti insieme appassionatamente. I quattro sindacati nazionali, che hanno fatto pubbliche dichiarazioni in tal senso; ma anche ampie frange dei sindacati interni (Uilca, Fabi e Fisac dovrebbero essere compatti anche a livello locale). Dovrebbero convergere anche i pensionati (almeno in parte) e gli esponenti delle organizzazioni di commercianti, artigiani e agricoltori. Tutti per Piero Giarda e la sua lista — Giarda per la cooperativa Bpm pare sia il nome — che sarà finalmente svelata oggi.
L’ex ministro ed ex banchiere infatti ha sciolto la riserva. «Sia la lista del mio ex capo (Lamberto Dini) che quella mia proporranno un cambiamento», si è limitato a dire ieri Giarda. Aggiungendo comunque che il sistema duale per la Bpm è «la soluzione preferita»; né sembra minimamente in discussione la cooperativa. Ci pensa la Fabi a chiarire una volta per tutte come stanno le cose: «La Fabi, coerentemente con i principi da sempre dichiarati a favore del mantenimento della cooperativa e del rilancio dell’azienda, sostiene la lista Giarda», spiega una nota del sindacato guidato da Lando Sileoni.
L’altro candidato presidente del consiglio di sorveglianza, Lamberto Dini (supportato da Raffaele Mincione) in teoria sembrava sostenuto da quel che resta dell’Associazione amici (formalmente disciolta ma non del tutto dispersa) ma chissà se alla fine sarà proprio così. Per ora Dini ha sottolineato che per vincere in assemblea «servono i voti dei soci: votano i dipendenti, i pensionati e i soci privati, non i sindacati» dicendo a sua volta che per la Bpm «il cambiamento è indispensabile, altrimenti subirà provvedimenti di rigore delle Banca d’Italia».
Oggi intanto si conosceranno i quindici nomi della lista Giarda, quella che sulla carta dovrebbe avere la maggioranza. Le indiscrezioni e le scommesse più o meno informate della vigilia dicono che la lista comprenderà un giusto mix di nomi del vecchio cds e di novità. Tra le riconferme pare ci sia il presidente uscente Giuseppe Coppini, insieme al suo vice Umberto Bocchino e a Mauro Paoloni; il capolista è ovviamente Giarda che, sempre secondo le voci di corridoio, avrebbetenuto per sé tre nomi (tra le ipotesi girano quelle di Salvatore Bragantini e di Guido Montanari). Due candidati devono per forza essere donne e un consigliere dovrebbe andare ai pensionati mentre il candidato vicino alla Fiba pare non sia stato ancora individuato.
Da qui al 25 novembre, ultimo momento utile, verranno allo scoperto anche le altre liste concorrenti. Da quella scontata a questo punto di Dini, alla lista Lonardi, quella dei soci non dipendenti storici, a quella (o quelle) che concorreranno per i due posti riservati dallo Statuto agli investitori istituzionali. Dunque, Investindustrial; non Mincione, almeno non con il suo Capital investment Trust attraverso cui controlla il 7% di Bpm (ancorché spezzettato in molte quote), perché un trust non è un investitore istituzionale.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la gara per la conquista di Cedacri, società specializzata nel software per le banch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Monte dei Paschi di Siena ha avviato ieri un collocamento rapido di azioni, pari al 2,1% del capi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il giorno dopo il lancio dell’Opa da parte di Crédit Agricole Italia, il Creval valuta le possibi...

Oggi sulla stampa