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Versamenti, si sbaglierà meno

L’Agenzia delle entrate innova e semplifica la disciplina dei pagamenti dovuti in seguito all’attività di controllo. Il contribuente potrà beneficiare di rateazioni più lunghe e di riduzioni di sanzioni. In quest’ultimo caso però, il beneficio potrà essere concesso solo in presenza della rinuncia a impugnare l’avviso di accertamento o a formulare istanza di accertamento con adesione e in caso di pagamento delle somme dovute entro il termine per la proposizione del ricorso. È quanto emerge dalla circolare n. 17/E/2016 dello scorso 29 aprile, che fornisce chiarimenti in merito alla disciplina dei pagamenti conseguenti all’attività di controllo dell’amministrazione finanziaria. In particolare l’Agenzia delle entrate si sofferma sulle novità introdotte dal decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159, che ha modificato parzialmente il dlgs n. 462/1997.

Il dlgs 159/2015. Il decreto recante «Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione, in attuazione dell’articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 11 marzo 2014, n. 23», ha modificato, tra l’altro, la disciplina dei versamenti, in unica soluzione o in forma rateale, delle somme dovute a seguito dell’attività di controllo dell’Agenzia delle entrate e, più precisamente:

– delle comunicazioni degli esiti del controllo automatico delle dichiarazioni e della liquidazione delle imposte dovute sui redditi soggetti a tassazione separata, ai sensi degli artt. 36-bis del dpr 600/73 e 54-bis del dpr 633/72, nonché del controllo formale delle dichiarazioni, ai sensi dell’art. 36-ter del dpr 600/73 (c.d. comunicazione degli esiti);

– degli atti di adesione, degli avvisi di accertamento ovvero degli avvisi di rettifica e liquidazione definiti per acquiescenza, delle conciliazioni giudiziali, degli accordi di mediazione (c.d. istituti definitori);

– degli avvisi di liquidazione delle dichiarazioni di successione.

Pagamenti a seguito delle comunicazioni degli esiti. L’art. 2, comma 1, del decreto 159 ha innovato la rateazione delle somme dovute a seguito delle comunicazioni degli esiti di cui all’art. 3-bis del dlgs 18 dicembre 1997, n. 462.

La novità è data dall’innalzamento da sei a otto del numero massimo di rate trimestrali di pari importo di cui il contribuente può beneficiare per dilazionare le somme dovute di ammontare inferiore o pari a 5 mila euro, mentre, in presenza di somme superiori a tale importo, il numero massimo di rate ammesse è rimasto invariato (20 rate trimestrali di pari importo).

Resta immutata la previsione circa i termini di versamento delle rate: l’importo della prima rata deve essere versato entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione mentre la scadenza delle successive rate trimestrali è stabilita nell’ultimo giorno di ciascun trimestre. Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi di rateazione, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione (tasso pari al 3,5% annuo).

Atti di adesione. Per quanto riguarda il pagamento in base agli istituti definitori (atti di adesione, avvisi di accertamento ovvero degli avvisi di rettifica e liquidazione definiti per acquiescenza, conciliazioni giudiziali, accordi di mediazione), l’art. 2, comma 2, del decreto 159 ha innovato le modalità di pagamento delle somme dovute a seguito di accertamento con adesione.

Rimane innanzitutto confermata la previsione che, ai fini del perfezionamento, il versamento delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione è eseguito entro venti giorni dalla redazione dell’atto.

La novità riguarda invece il numero delle rate fruibili al di sopra di un certo importo. In particolare, se le somme dovute superano 50 mila euro, il numero massimo di rate è stato elevato da 12 a 16, restando invece invariato, cioè 8, il numero di rate ammesse per la rateazione di importi inferiori o uguali a tale soglia. Inoltre, le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Viene stabilito, inoltre, un termine fisso per la decorrenza degli interessi di rateazione dovuti sull’importo delle rate successive alla prima, individuandolo nel giorno successivo al termine di versamento della prima rata, quindi indipendentemente dalla data in cui è stato eseguito il versamento che ha determinato il perfezionamento dell’adesione. In breve, il decorso degli interessi è ancorato al momento in cui è dovuto il pagamento della prima rata.

Ne consegue una semplificazione negli adempimenti e, quindi, una riduzione dei margini di errore nella gestione dei versamenti da parte del contribuente.

Bruno Pagamici

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