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Versamenti, il governo studia più rate

«Una riflessione» sul rinvio dei pagamenti del 30 giugno per le partite Iva e «un ragionamento» sulle 16 rate delle cartelle esattoriali in scadenza il 2 agosto. «Non faccio nessuna promessa», dice la viceministra dell’Economia Laura Castelli, ma assicura «un lavoro costante e dettagliato del Parlamento per ammorbidire un numero alto di rate che evidentemente si accatastano». Intervenendo al forum online «Quale fisco per il futuro, obiettivo riforma», organizzato dal Sole 24 Ore, Castelli ha ricordato che «quando le difficoltà sono tante, occorre tirare le somme e anche su queste entrate c’è riflessione: è più complicato rispetto alle cartelle esattoriali ma questa larga maggioranza permette di affrontare questi tempi senza cadere nell’ideologia». Quindi «stiamo discutendo».

La riforma del fisco dovrebbe vedere la luce entro la fine di luglio e la viceministra spiega che «rimettere a posto il sistema di riscossione è uno dei punti di partenza, anche se non l’unico». Ci sono infatti 930 miliardi di euro non recuperati dal fisco tra il 2000 e il 2020. In una sentenza depositata ieri, la Corte Costituzionale chiede un intervento urgente del legislatore affinché sani l’anomalia di troppe entrate pubbliche non riscosse. La riforma dovrà occuparsi anche di questo. I punti chiave, ha spiegato la viceministra Castelli, saranno «semplificazione e digitalizzazione» con interventi anche su «base imponibile, autonomi, detrazioni fiscali». Castelli boccia però la proposta Letta di una tassa di successione per una dote per i più giovani: «Entrate non sufficienti, servirebbero almeno 6-7 miliardi». Le risponde a distanza il leader del Pd: «Scandaloso che in Italia i ricchi, i veramente ricchi, non paghino niente dal punto di vista della successione. Quando si trasferiscono patrimoni milionari, ciò avviene praticamente gratis. Non voglio tassare il sudore, ma questa rendita deve dare un contributo».

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