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Versamenti da segnalare: la cassa batte la delibera

Tra gli adempimenti comunicativi che gravano sulle imprese in questi ultimi mesi del 2013, l’elenco dei finanziamenti dei soci è l’oggetto di una fetta consistente dei quesiti che giungono al Sole 24 Ore. E in effetti il tema dei versamenti a vario titolo provenienti da soci o familiari dell’imprenditore è ancora in attesa di molti chiarimenti ufficiali.
Obbligati alla comunicazione sono solo i soggetti che esercitano attività d’impresa. Società semplici, studi associati, enti non commerciali dediti esclusivamente ad attività istituzionale non devono comunicare nulla. Invece chiunque svolge attività d’impresa ma non tiene una contabilità ordinaria (come snc e sas in semplificata) deve (retroattivamente dal 2012) dotarsi di un monitoraggio extracontabile delle somme provenienti dai soci.
Per i loro consulenti addetti alle comunicazioni telematiche, si tratta di avvisarli e “convincerli” a fornire i dati in tempo utile. Per la trasmissione del modello, nessun obbligo grava su chi effettua il finanziamento, ma solo su chi lo riceve. I dati da comunicare sono quelli dei soci o dei familiari dell’imprenditore che hanno operato il versamento, il che esclude i terzi (compresi i familiari dei soci) e i finanziamenti effettuati dall’imprenditore. Non ha importanza la residenza di chi ha effettua l’apporto, mentre è fondamentale comprendere che, dato lo scopo della comunicazione (accertamento sintetico), vanno riportati solo i versamenti di persone fisiche.
Vanno comunicate le somme versate a titolo di finanziamento (mutuo fruttifero o infruttifero, anche se il destinatario è una cooperativa) o di capitalizzazione (apporto patrimoniale, in quest’ultimo caso indipendentemente dalla causale) effettuati a partire dal 1° gennaio 2012. Sembra di capire (ma sarebbe opportuno un chiarimento) che le società di capitali con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare devono “mappare” e comunicare le somme ricevute entro la chiusura del periodo d’imposta intervenuta nell’anno anteriore al 30 aprile (12 dicembre 2013 per il 2012), anche se era più semplice disporre una comunicazione “per anni solari”, come già avviene per l’Iva o per il modello 770.
Non vanno segnalati: gli apporti anteriori al 2012, anche se ancora presenti nell’impresa; i versamenti già in possesso dell’amministrazione finanziaria in quanto già comunicati ad altro titolo; i finanziamenti operati dalla società al socio, le capitalizzazioni e i prestiti che, per ciascuna categoria, non hanno superato annualmente i 3.600 euro. Questo limite (che solo causalmente coincide con quello dello spesometro) non ha attualmente un riferimento preciso, anche se si ritiene che vada riferito alle somme complessivamente versate dal singolo socio nell’anno per ciascuna causale (finanziamento o apporto). Questa finalità aiuta anche a risolvere alcuni ulteriori dubbi:
non conta la data della eventuale delibera societaria, ma quella di effettivo ingresso delle somme nelle casse sociali;
non vanno comunicati, salvo diverso chiarimento, gli apporti in natura;
nessuna segnalazione va effettuata in caso di restituzione dei versamenti o di eventi che non comportano l’ingresso di denaro ma, semplicemente, una modifica nella causale dell’apporto (rinuncia a finanziamenti, passaggio di riserve a capitale, copertura di perdite, compensazioni tra crediti e debiti nei confronti del socio e così via).
Anche il mancato prelievo degli utili non dovrebbe interessare, così come la loro destinazione impressa dall’assemblea.
Il termine per la trasmissione, che a regime è il 30 aprile dell’anno successivo, per i dati 2012 è fissato per il 12 dicembre.

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