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Verizon smentisce l’Opa su Vodafone Telecom, H3g arruola Goldman Sachs

Un giorno sugli altari e uno nella polvere, così vanno i mercati e anche Telecom Italia, che però nelle sedute positive non recupera mai abbastanza rispetto a quanto perde in quelle negative. E per arginare il calo del titolo legato anche alle smentite di Verizon sulla maxi Opa per Vodafone, il gruppo guidato da Franco Bernabè starebbe lavorando a nuovi dossier, tra cui quello di 3 Italia. Nonostante le smentite il finanziere anglo cinese Li Ka-Shing avrebbe assunto Goldman Sachs e lo studio Bonelli Erede Pappalardo per studiare la fattibilità di un’integrazione tra il quarto operatore mobile tricolore e l’ex monopolista della telefonia.
Nell’attesa di qualche novità che riesca a ridare slancio al gruppo, ieri Telecom ha aggiornato il nuovo minimo storico a 0,53 euro. Le Borse europee che martedì avevano guadagnato sulle voci di un’Opa da 245 miliardi di dollari sul gigante anglosassone Vodafone, ieri hanno ripiegato dopo le smentite di Verizon, indiziato insieme al colosso Usa At&t a lanciare l’offerta del secolo. E così Telecom Italia, che alla vigilia aveva guadagnato il 2,8%, ieri è crollata del 5,3% mentre Piazza Affari cedeva il 2,2%. Da inizio anno l’indice Ftse Mib ha perso il 6,5%, l’indice europeo dei titoli telefonici il 3,9% e Telecom il 21,5%. Del resto, secondo gli esperti, mentre per le principali società di tlc europee dopo un 2012 critico è previsto un triennio all’insegna di una lieve ripresa, Telecom prevede invece nuove turbolenze sulle attività domestiche che rappresentano il 90% dei suoi flussi di cassa. A deprimere le quotazioni del gruppo presieduto da Franco Bernabè ieri ha contribuito anche uno studio di Ubs, che consigliava ai suoi clienti di vendere le azioni fino al prezzo di 0,45 euro. Ubs stima che i risultati di Telecom saranno peggiori delle attese e con un margine lordo che scende più velocemente di quanto la società non riesca a ridurre i debiti, il broker teme che la qualità del debito possa diventare spazzatura. Un rischio che Ubs valuta concreto, anche ipotizzando che Telecom azzeri la cedola che quest’anno ha dimezzato a 450 milioni. Ma anche i soci forti di Telco (22,4% del capitale) sono preoccupati per il deterioramento dei conti del gruppo. E così il cda convocato per giovedì 11 aprile potrebbe essere critico, dato che si discuterà dei deboli risultati preliminari del primo trimestre, delle critiche mosse dalla Findim della famiglia Fossati (socio al 4,9%) e di eventuali operazioni di natura straordinaria come il matrimonio tra Telecom e 3 Italia, un’operazione delicata che parte da una valutazione del gruppo cinese di 2 miliardi di euro.

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