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Verifiche last-minute sul bilancio

Verifiche last minute per i bilanci in chiusura. La continua situazione di difficoltà in cui versano le imprese impone anche per il 2013 di effettuare attente valutazioni nella redazione del rendiconto. Oltre ai consueti controlli sul rispetto del principio di competenza, la corretta gestione di sconti e premi e sui saldi di crediti, debiti e disponibilità liquide, gli amministratori dovranno stimare in modo oculato il valore delle giacenze di magazzino e studiare la necessità di operare svalutazioni. In altri (rari) casi si è optato per la rivalutazione dei beni d’impresa.
Sconti e premi di fine anno
Per incentivare le vendite, le imprese ricorrono spesso a sconti e premi. Gli sconti commerciali sono solitamente concessi al momento della vendita o al raggiungimento di determinati volumi di acquisti. L’articolo 2425-bis del Codice civile stabilisce che questi vanno portati a riduzione del relativo ricavo o costo.
Secondo il documento interpretativo n. 1 del principio contabile 12, invece, gli sconti finanziari, concessi in base alle tempistiche di pagamento da parte dei clienti devono essere rilevati tra i proventi o gli oneri finanziari. Tale impostazione dovrebbe essere mantenuta anche nel caso in cui, per praticità, la fattura per la vendita è stata emessa al netto dello sconto. I premi (in denaro) di fine anno sono riconducibili agli sconti commerciali e pertanto seguono la medesima tecnica di rilevazione in bilancio.
Cassa e banche
Altro controllo di rito è quello dei saldi delle disponibilità liquide e dei debiti verso le banche, che devono includere tutti gli incassi e pagamenti effettuati entro il 2013. Quindi si deve procedere alla riconciliazione del dato contabile con gli estratti conto bancari. È il caso, ad esempio, di un bonifico effettuato a fine dicembre ma addebitato a inizio gennaio. Allo stesso modo dovrà essere rilevato in cassa assegni l’assegno ricevuto da un cliente nel 2013 ma incassato nel 2014. A conto economico devono invece transitare eventuali interessi o spese dell’ultimo trimestre addebitati/accreditati in gennaio.
Rimanenze finali
Le rimanenze finali vanno valutate al costo di acquisto o di produzione o al valore di realizzo, se minore. Ad esempio, nel caso di un immobile potrebbe accadere che il valore da iscrivere in bilancio sia quello di mercato, in quanto inferiore al prezzo cui era stato acquistato. Tuttavia, l’articolo 2426 del Codice civile stabilisce che tale minor valore non può essere mantenuto nei bilanci successivi se ne sono venuti meno i motivi. Si ipotizzi un immobile valutato al valore di mercato nel 2012, per il quale nel 2013 vi sia stata una ripresa di valore che lo ha riportato al di sopra di quello di acquisto. In un simile caso, il valore da indicare nel bilancio torna a essere quello di acquisto.
Per i beni fungibili (intercambiabili) la valorizzazione può essere effettuata, oltre che al costo di acquisto/produzione, utilizzando metodi convenzionali (Lifo, Fifo e costo medio ponderato). Infine, va ricordato che l’Oic n. 23 ammette l’utilizzo del metodo dei corrispettivi maturati in relazione alle opere in corso. In questo modo si “migliorerebbe” il risultato dell’esercizio in quanto viene rilevato a fine esercizio il margine di guadagno maturato.
Svalutazioni e rivalutazioni
Da monitorare anche il valore di iscrizione delle immobilizzazioni. Al verificarsi di una perdita durevole di valore si dovrà procedere alla svalutazione delle immobilizzazioni (materiali e immateriali) onde evitare possibili responsabilità personali di amministratori e sindaci. Nei (rari) casi in cui si proceda alla rivalutazione dei beni d’impresa riproposta dalla legge di stabilità le tecniche (alternative) sono quelle dell’incremento del costo storico, del decremento del fondo ammortamento o dell’incremento proporzionale di entrambi, tenendo presente che il valore massimo di iscrizione del bene è dato dal costo di sostituzione. Nel patrimonio netto va iscritto in contropartita il saldo attivo al netto dell’imposta sostitutiva dovuta. Gli ammortamenti vanno calcolati sul valore ante rivalutazione. La rivalutazione sarà quindi l’ultima operazione in bilancio, dopo aver incrementato il fondo ammortamento.

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