Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Verifiche fiscali nella rete

Il fisco aggiorna le metodologie di controllo sulle attività economiche dirette al consumatore finale con lo sguardo rivolto allo statuto del contribuente e alle informazioni reperibili sulla rete internet. L’aggiornamento delle 96 metodologie di controllo relative alle attività di servizi, professionali e commerciali, ha costituito inoltre l’occasione per aggiungere anche quella relativa alle attività di autonoleggio di autovetture e altri mezzi di trasporto.

L’elenco dettagliato della 97 metodologie di controllo aggiornate e le singole direttive impartite alle strutture periferiche dell’Agenzia delle entrate che dovranno seguirle attentamente durante le attività ispettive sul campo, sono state inserite nel sito internet dell’Agenzia lo scorso 30 gennaio.

Soffermiamoci dunque su alcune novità contenute nella parte comune a ciascuna delle 97 istruzioni operative. Il riferimento è in particolare a quelle istruzioni relative alle fasi preparatorie e propedeutiche ai controlli quali l’analisi e l’acquisizione delle informazioni sui contribuenti da verificare, nonché sulle prime fasi della verifica quali l’accesso presso i locali, la rilevazione del personale presente e i controlli prioritari da eseguire.

Si tratta di fasi estremamente delicate perché, sempre più spesso, proprio dalla corretta e attenta esecuzione di queste prime attività dipende il successo dell’intera verifica fiscale.

È in quest’ottica che si spiega, per esempio, l’attenzione dedicata nella parte introduttiva comune a tutte le 97 metodologie alle norme dello statuto del contribuente relative ai diritti e alle garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali (articolo 12 legge 212/2000). Il mancato rispetto di queste prescrizioni è sempre più spesso oggetto di censura da parte della giurisprudenza tributaria che non esita ad annullare i risultati di intere attività ispettive per l’inosservanza di uno dei precetti contenuti nelle disposizioni sopra richiamate.

La lettera d’incarico. Al momento dell’accesso presso i locali ove il contribuente svolge la sua attività i verificatori, dopo aver esibito i tesserini di riconoscimento, devono fra prendere visione e consegnare al contribuente copia della lettera d’incarico ricevuto per l’effettuazione del controllo firmata dal direttore dell’ufficio dal quale i verificatori stessi dipendono.

Nella lettera d’incarico, si legge nella parte introduttiva comune a tutte le 97 metodologie di controllo, devono essere indicati «l’ufficio che ha disposto il controllo, i nominativi dei funzionari preposti, la data e i motivi dell’intervento, lo scopo dell’incarico e il tipo di controllo (es. verifica, accesso breve, accesso mirato), le generalità del contribuente, il luogo di esecuzione dell’accesso, le annualità sottoposte a controllo, il timbro e il protocollo dell’ufficio e la sottoscrizione del direttore o del delegato». Alla luce dell’articolo 12 della legge n. 212/2000, proseguono le istruzioni ai controlli, è inoltre opportuno che già nella lettera di incarico «…siano menzionate le esigenze di indagine che giustificano lo svolgimento del controllo sul luogo di esercizio dell’attività».

Basta porre attenzione ai verbi utilizzati nelle istruzioni ai controlli per rendersi subito conto di quanto sia importante, ai fini del corretto svolgimento della verifica, il rispetto delle prescrizioni sopra evidenziate. Ognuno degli elementi sopra riportati «deve» essere indicato nella lettera d’incarico. Ciò significa che la loro assenza può invalidare tutte le operazioni successive.

Relativamente alle esigenze dell’indagine la loro esplicitazione già al momento dell’accesso è invece definita come «opportuna» alla luce dello statuto del contribuente ma non obbligatoria, essendo possibile portare le stesse a conoscenza del soggetto verificato anche in una fase successiva all’accesso o addirittura al momento della conclusione delle indagini.

Durata della verifica. Altro punto cruciale delle operazioni di controllo sul quale le metodologie aggiornate puntano decisamente l’indice riguarda proprio la permanenza dei verificatori presso la sede del contribuente. A tale proposito si raccomandano i verificatori di porre attenzione a quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 12 della legge n. 212 del 2000, ovvero di fare in modo che il periodo di permanenza presso la sede del contribuente non superi i 15 giorni lavorativi nell’arco di non più di un trimestre in tutte quelle circostanze in cui la verifica venga svolta presso la sede di imprese in contabilità semplificata e di lavoratori autonomi. In questo caso, si legge nelle istruzioni alle verifiche «ai fini del computo dei giorni lavorativi, devono essere considerati i giorni di effettiva presenza degli operatori civili o militari dell’amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente».

La verbalizzazione. L’intero controllo fiscale, in ogni sua fase, deve essere adeguatamente documentato dai funzionari a riprova del rispetto delle modalità e delle condizioni previste dalla legge. Con le istruzioni operative si impartiscono ordini precisi ai funzionari incaricati in tema di verbalizzazione delle operazioni di verifica nella consapevolezza che errori od omissioni commessi in questa delicatissima attività possono compromettere gli esiti del controllo stesso.

Sono sostanzialmente quattro i verbali che devono essere redatti a seguito di un controllo fiscale: il processo verbale di accesso, il processo verbale di constatazione di impiego di lavoratori, il processo verbale giornaliero e infine, al termine delle operazioni di verifica, il processo verbale di constatazione.

Ciascuno dei verbali sopra indicati, si legge nelle singole istruzioni alla verifica fiscale, dovrà necessariamente indicare: il nome e il cognome dei verbalizzanti con l’indicazione dell’ufficio di appartenenza, gli estremi di identificazione della parte, il luogo, la data e l’ora in cui il processo verbale viene sottoscritto, la sottoscrizione dei verbalizzanti e del contribuente, l’eventuale circostanza della mancata sottoscrizione da parte del contribuente e dei motivi addotti, l’indicazione della consegna alla parte stessa di una copia del verbale o del fatto che lo stesso non è stato ritirando con la specifica che la copia del contribuente è a sua disposizione in ufficio. Anche in questo caso di tratta di elementi che devono essere presenti nel verbale la cui assenza può essere oggetto di legittima contestazione da parte del contribuente.

Internet quale fonte di informazione. Le note metodologiche per tutte e 97 le attività economiche raccomandano ai soggetti preposti alle verifiche di effettuare una navigazione in internet per attingere tutta una serie di elementi e informazioni relative al soggetto che si sta indagando.

La navigazione che gli ispettori del fisco dovrebbero compiere è ovviamente mirata e finalizzata ad acquisire informazioni attendibili e soprattutto spendibili in sede di controllo e in contraddittorio con il contribuente.

Le singole schede metodologiche amplificano questo concetto con esempi concreti quali le informazioni sulle case di cura o cliniche private ove il medico chirurgo effettua interventi o consulenze e così via.

Le ricerche in internet, si legge nella parte generale alle metodologie di verifica, non devono tuttavia prescindere mai dall’utilizzo dei motori di ricerca nei quali si dovranno digitare il nome o la denominazione del soggetto che si sta indagando per verificare quali collegamenti e/o associazioni vengono rilevati in rete.

Sulla base di questi ultimi si andrà poi a verificare quelli ritenuti più interessanti e utili ai fini delle successive attività di controllo.

Altri indizi e riscontri. La parte generale delle nuove note metodologiche per le verifiche fiscali raccomandano ai funzionari ispettori di concentrare la loro attenzione sul controllo incrociato tra i pagamenti effettuati con carte di credito e/o bancomat (laddove esistenti) e i documenti fiscali per rilevare se sussiste o meno una corrispondenza tra i corrispettivi che risultano incassati e quelli registrati.

Nonostante tale forma di pagamento renda più difficoltoso l’occultamento dei ricavi, si legge nelle istruzioni operative, potrebbe risultare inoltre anche opportuno un esame incrociato fra i documenti fiscali emessi ed i riepiloghi contabili delle società di gestione delle carte di credito o i tagliandi P.o.s.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’Europa è pronta a smembrare i colossi del Web che non rispetteranno le nuove regole sul digital...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessuna autorizzazione preventiva, o per meglio dire nessuna esenzione in bianco per salire oltre il...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Invenzioni, brevetti, e altre opere dell’ingegno sono sempre più un pilastro dell’economia mode...

Oggi sulla stampa