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Verifica selettiva per compensare

Il superamento dei 15mila euro che fa scattare l’obbligo del visto di conformità sulla dichiarazione di riferimento anche per i crediti Ires, Irpef e Irap va riscontrato sul singolo tributo e non sul monte compensazioni. È il chiarimento arrivato dalle Entrate a Telefisco sulle novità introdotte dall’articolo 1, dal comma 574, della legge di stabilità (legge 147/2013). Una precisazione utile in vista della scadenza per i versamenti unitari del 17 marzo.
Il computo della soglia
Dal 2014 i crediti risultanti dalle dichiarazioni fiscali per imposte dirette, Irap, sostitutive e ritenute maturati nell’anno precedente, se utilizzati in compensazione per un importo superiore a 15mila euro, devono essere certificati con il visto di conformità sulla dichiarazione di riferimento. Secondo l’Agenzia il limite di 15mila euro è «riferibile alle singole tipologie di crediti emergenti dalla dichiarazione». È stata quindi bocciata la tesi del cumulo e confermata quella del calcolo separato. Per determinare il credito da riscontrare si ritiene che il riferimento vada fatto al codice tributo.
La dichiarazione
Per le compensazioni dei crediti da imposte dirette, Irap, sostitutive e ritenute, non scatta come invece previsto in ambito Iva, l’onere della preventiva presentazione della dichiarazione vistata prima di procedere con la compensazione. Inoltre, in considerazione del rinvio all’articolo 17 del Dlgs 241/1997, le novità riguardano solo la compensazione orizzontale dei crediti fiscali. È stato anche confermato che, dato che le disposizioni introdotte si applicano dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, le nuove regole riguardano solo i crediti maturati nel corso di tale annualità (Unico 2014).
Di conseguenza, come già chiarito per le compensazioni Iva (circolare 1/E/2010), il credito risultante dalla dichiarazione 2013 (anno 2012) può essere liberamente utilizzato in compensazione finché non troverà rappresentazione nella dichiarazione annuale 2014, all’interno della quale verrà “rigenerato” sommandosi all’eventuale credito 2013. Quindi chi ha maturato un credito nella dichiarazione relativa al 2012 può spenderlo nel 2014 senza problemi di visto.
Per le compensazioni di crediti diversi dall’Iva non è obbligatorio l’utilizzo dei canali Fisco online o Entratel per la trasmissione del modello F24 e quindi il versamento può essere effettuato con i mezzi tradizionali (home banking o remote banking). Inoltre si ritiene che le regole previste dalla legge di stabilità non si applichino per gli utilizzi in compensazione di crediti d’imposta riscontrati nel quadro RU di Unico.
Il monitoraggio
Vistare una dichiarazione significa attestare la regolare tenuta formale delle scritture contabili (compreso il riscontro delle registrazioni con la documentazione a supporto) e il corretto riporto delle risultanze contabili nelle dichiarazioni obbligatorie. L’apposizione del visto presuppone anche il riscontro della corrispondenza tra le certificazioni dei sostituti d’imposta e i dati indicati in dichiarazione e della correttezza di deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta. Al soggetto che appone il visto non compete alcun controllo di merito e sostanziale ma, soprattutto per i crediti Irpef e Ires, i riscontri di forma documentali sono numerosi e molto delicati anche in relazione alle sanzioni previste in capo a colui che appone il visto (non solo amministrative ma anche professionali). È auspicabile che, come avvenuto per il visto di conformità Iva (circolare 57/E/2009), l’Agenzia individui il range minimo di controlli per il rilascio del visto di conformità.
Per l’imposta sul valore aggiunto l’integrale verifica della corrispondenza tra documentazione e dati esposti nella dichiarazione era stata prevista solo in casi eccezionali (credito d’imposta destinato alla compensazione superiore al volume d’affari complessivo) mentre in tutti gli altri casi il riscontro contabile si poteva limitare alla documentazione rilevante con Iva detratta di importo superiore al 10% dell’imposta complessiva a credito.

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