Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Verifica Recovery, in campo Draghi

Il Recovery plan non è una cifra da distribuire in sussidi, ma un finanziamento da investire in progetti ad alto rendimento altrimenti il debito pubblico diverrà davvero insostenibile per l’Italia. L’ex presidente della Bce, Mario Draghi, è sceso in campo nel dibattito sul Recovery fund che ha portato ad una verifica della maggioranza di governo. Preso atto che l’Italia si trova al centro di una «lunga recessione» se i progetti pubblici «saranno disegnati bene saranno di grande aiuto. Se non lo sono, non contribuiranno alla crescita», ha avvertito Draghi. «La mia congettura», ha spiegato Draghi, «è che, in ultima analisi, la sostenibilitá del debito pubblico in un certo paese sará giudicata sulla base della crescita e quindi anche di come verranno spese le risorse di Next Generation Eu. Se saranno sprecate», ha aggiunto, «il debito alla fine diventerà insostenibile perché i progetti finanziati non produrranno crescita. Se invece i tassi di rendimento dei progetti fossero elevati e tali da giustificare l’investimento pubblico, allora la crescita arriverebbe e diventerebbe il fattore decisivo per la sostenibilità del debito». «Quel che bisogna valutare è se un progetto è utile o no», ha tagliato corto Draghi nel suo colloquio con un gruppo ristretto di media internazionali fra cui Corriere della Sera, in merito alla scelta dei progetti da finanziare con le risorse del Recovery Fund-Next Generation EU. «Se supera certi test che riguardano il suo tasso di rendimento sociale, come anche nell’istruzione o nel cambiamento climatico, oppure è semplicemente il frutto di una convenienza politica e di clientelismo». «Questa è un’opportunità unica di investire in molti progetti di valore elevato», ha concluso. «Se sono vecchi o nuovi non è importante, ciò che conta è che il loro valore sociale sia dimostrabile».

Nuovo record per il debito pubblico. Per Bankitalia è salito a 2.587 miliardi, in aumento di 3,2 miliardi rispetto al mese precedente.

Dietro all’esortazione di Draghi si è già costituito un seguito nel mondo politico e in parlamento, presto per parlare di una nuova possibile maggioranza. A partire da Matteo Renzi che ha rinviato il confronto previsto ieri con il presidente del consiglio Giuseppe Conte (ufficialmente per un impegno imprescindibile della capo delegazione di Italia Viva, Teresa Bellanova, all’Ue). Plausi provenienti anche dal Movimento 5 Stelle, dal Partito democratico, da Forza Italia.

Dopo la sollecitazione della Germania per approvare il farmaco Pfizer/BioNTech, l’Agenzia europea per i medicinali si riunirà il 21 dicembre. L’Agenzia punterebbe ad un via libera al vaccino già prima di Natale.

Oliver Stone testimonial del vaccino russo. Il regista americano ha annunciato di aver ricevuto una dose dello Sputnik V. «Non capisco per quale motivo venga ignorato dall’Occidente», ha affermato.

Alla fine del 2020 in Italia si registreranno oltre 700 mila morti. Per il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, «è un valore preoccupante perché una cosa del genere l’ultima volta, in Italia, era successa nel 1944. Eravamo nel pieno della seconda guerra mondiale»

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Grosso com'è, che prima o poi il nodo venisse al pettine era inevitabile. E nodo è davvero il term...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La denuncia di Guglielmo Loy, presidente del consiglio di vigilanza dell’istituto «Due mesi pe...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Quasi 200 mila pratiche in giacenza, un terzo vecchissime, anche di marzo. E almeno 1,2 milioni di l...

Oggi sulla stampa