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Verifica della regolarità contributiva solo dal 1° novembre

Verifica della regolarità contributiva a partire dal 1° novembre.

Fino al 31 ottobre, quindi, per beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla legge di bilancio 2021, le partite Iva potranno non presentare il Durc. La regolarità contributiva sarà infatti assicurata dai versamenti effettuati fino a fine ottobre. Dal 1° novembre la regolarità contributiva sarà verificata d’ufficio dagli enti concedenti con possibilità di recupero degli importi illegittimamente fruiti a titolo di esonero.

E’ questo il compromesso raggiunto sul decreto legge Sostegni bis (dl n.73/2021) dopo i rilievi della Ragioneria generale dello stato che lunedì hanno costretto l’aula di Montecitorio a inviare nuovamente il testo in commissione bilancio (si veda ItaliaOggi di ieri).about:blank

Al centro dei dubbi di copertura di via XX settembre, proprio la norma sul rinvio del Durc per le partite Iva e i professionisti che volessero beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla Manovra. L’emendamento a prima firma Stefano Fassina (Leu), finito nel mirino della Rgs, prevedeva la verifica della regolarità contributiva solo a partire dal 1° marzo 2022. Un orizzonte temporale troppo ampio (e troppo oneroso) per la Ragioneria che ha chiesto lo stralcio tout court dell’emendamento.

Alla fine il compromesso è stato trovato su una soluzione intermedia che anticipa il termine per la ripresa delle verifiche al 1° novembre 2021 con la precisazione, vista sopra, che la regolarità contributiva è assicurata anche dai versamenti effettuati entro il 31 ottobre 2021.

«Lo stralcio era inaccettabile», ha commentato Fassina che lunedì sera, dopo lo stop arrivato dal dipartimento guidato da Biagio Mazzotta, aveva chiamato in causa il presidente della Camera Roberto Fico affinché la norma venisse recuperata nel testo finale. «La riformulazione consente ai beneficiari dell`esonero contributivo per il 2021 di poterne beneficiare per le prime due rate in scadenza al 16 agosto prossimo, anche in assenza di Durc», ha spiegato Fassina. «Nella sessione di bilancio torneremo all`attacco per garantire il pieno utilizzo dell`anno bianco contributivo per chi ne ha diritto».

Superato lo scoglio sul Documento unico di regolarità contributiva, il decreto Sostegni bis (che deve essere convertito in legge entro il 24 luglio e dopo l’ok di Montecitorio arriverà in Senato blindato per un’approvazione che si annuncia lampo) si avvia così al voto della Camera, protetto dalla fiducia annunciata ieri dal ministro per i rapporti con il parlamento Federico D’Incà.

La fiducia sarà votata su un maxiemendamento che recepisce il testo uscito dalla commissione Bilancio, comprensivo delle ultime modifiche approvate sulla scia delle richieste sollecitate dalla Rgs. La conferenza dei capigruppo ha fissato per stamattina alle 9,40 l’inizio delle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia. Dalle ore 11,22 inizierà l’appello nominale. Dalle 12,50 fino alle ore 14 ci sarà spazio per le illustrazioni degli ordini del giorno, mentre le votazioni sono previste a partire dalle ore 16. L’Aula si fermerà per una pausa alle 19,30. Il voto finale sul provvedimento si terrà domani.

Il ddl di conversione del decreto legge è atteso in aula al Senato mercoledì 21 luglio.

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