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Il verdetto Agcom su Vivendi: deve scendere in Mediaset o Telecom

Vincent Bolloré deve rivedere i suoi piani sul mercato italiano dei media. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha stabilito che in base alla legge Vivendi non può avere al contempo un’influenza dominante su Telecom Italia, di cui è primo azionista con il 24,8%, e i diritti di voto sul 29,9% di Mediaset. Su una delle due deve mollare la presa e sarà probabilmente la quota nel Biscione ad esser sacrificata. D’altra parte il gruppo francese ha sempre dichiarato di essere investitore di lungo periodo in Telecom e, considerando anche la minusvalenza che costerebbe l’uscita dalle tlc – 1,2 miliardi circa – la scelta appare scontata. L’Agcom ha dato al gruppo presieduto da Bolloré un anno di tempo per mettersi in regola e 60 giorni per presentare un piano d’azione per ottemperare all’ordine. Vivendi ha investito 1,2 miliardi in Mediaset per un 28,8% che ai prezzi di ieri vale 1,14 miliardi.

Il gruppo francese deve dunque riconsiderare le mire su Cologno e ragionare su come procedere adesso per non perdere la possibilità di creare quella piattaforma europea della pay tv, alla base del tentativo di scalata a Mediaset avviato dopo la rottura del contratto firmato con Piersilvio Berlusconi per l’acquisto di Premium e lo scambio di azioni con il Biscione. Uno strappo che ha scatenato una battaglia legale con querele incrociate e pesanti richieste di danni. Un mese fa, alla prima udienza, il giudice Vincenzo Perozziello ha espresso la necessità di un tentativo di mediazione. La sentenza Agcom potrebbe aprire la strada a una conciliazione anche più ampia, finora impossibile. Senza più la minaccia di scalata, e senza il timore che la Consob sollevi dubbi su un concerto, Mediaset e Vivendi potrebbero cercare un nuovo accordo industriale per integrare le attività tv. Anche con Telecom. Ma ad ora non si hanno indicazioni in tal senso.

Oggi Mediaset riunirà il board per l’approvazione dei conti 2016 e la convocazione dell’assemblea, con un ordine del giorno in cui potrebbero essere fissati i primi paletti a tutela dell’attuale governance del Biscione, per esempio con la richiesta di introduzione del voto maggiorato. Intanto ieri sera in una nota il gruppo di Cologno ha fatto sapere di attendere «di leggere il dispositivo per stabilire le azioni future».

Federico De Rosa

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