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Veolia-Suez, sbloccato lo stallo: sì alla maxi fusione tra big francesi

Veolia e Suez gettano le basi per il grande accordo che darà vita a «un campione del mondo della trasformazione ecologica» dei rifiuti, con un fatturato di circa 37 miliardi di euro.

Dopo mesi di trattative e di battaglie legali, i due gruppi, eterni rivali in Francia nei settori dell’acqua e della gestione dei rifiuti, hanno definito uno schema di massima sulla fusione del valore di quasi 13 miliardi di euro (15,44 miliardi di dollari). In una nota diffusa ieri i board hanno fatto sapere di aver concordato nel week end un’intesa che si sviluppa lungo due direttrici chiave: la creazione di una nuova Suez focalizzata sull’acqua e il ritocco del prezzo dell’offerta a 20,50 euro per ogni azione Suez contro i 18 euro offerti inizialmente da Veolia. Il piano e gli accordi finali di fusione dovranno essere perfezionati entro il 14 maggio.

La battaglia tra i due giganti francesi è cominciata la scorsa estate con l’annuncio di Veolia di aver acquisito il 29,9% di Suez da Engie, a cui avrebbe poi fatto seguito il lancio di un’offerta pubblica di acquisto per il resto delle azioni. Da qui in poi è partita una guerra a colpi di carte bollate da parte dei vertici di Suez impegnati nella difesa della società.

A sbloccare i negoziati, oltre al rialzo sul prezzo da parte di Veolia, è stato l’accordo, anticipato da Il Sole 24 Ore dello scorso 28 dicembre, sulla creazione di una “nuova Suez” partecipata principalmente da soci francesi e focalizzata su un perimetro definito, ovvero – come spiega la nota – «le attività di Suez in acqua municipale e rifiuti solidi in Francia (tra cui CIRSEE, il principale centro di ricerca in Francia), nonché nelle attività di Suez in particolare in acqua e nelle aree geografiche che coprono Italia (compresa la partecipazione in Acea), Repubblica Ceca, Africa (inclusa Lydec), Asia centrale, India, Cina, Australia e le attività digitali e ambientali globali». Il fatturato della nuova Suez si aggirerà intorno a 7 miliardi di euro. Tra gli azionisti della nuova società figurerebbero anche fondi di investimento come Meridian, Ardian e Global Infrastructure Partners, nonché Caisse des Dépots e dipendenti. Una volta definita la newco, l’intesa prevede il lancio dell’offerta pubblica di acquisto sulla vecchia Suez, nella quale rimarranno tutti gli asset strategici individuati da Veolia, oltre che la reiterazione degli impegni sociali per un periodo di quattro anni dalla chiusura dell’offerta.

Soddisfazione a livello politico e da parte dei vertici dei due gruppi. Per il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, «questo accordo tutela la concorrenza al servizio dei clienti tra due grandi aziende industriali nazionali», «garantisce il buono sviluppo sui mercati nazionali e internazionali» e «tutela l’occupazione».

Per il capo di Veolia, Antoine Frérot, uno dei grandi protagonisti di questa storia finanziaria e industriale, l’intesa è vantaggiosa «per tutti perché garantisce il futuro a lungo termine di Suez in Francia in modo da preservare la concorrenza, e garantisce posti di lavoro».

L’annuncio della fusione ha sostenuto gli acquisti in Borsa: il titolo Suez ha chiuso in rialzo del 7,73% e il titolo Veolia è salito del 9,66%.

Nell’ambito dell’accordo Veolia è stata assistita dalla banca d’affari Messier, controllata da Mediobanca, mentre Suez è stata affiancata da Goldman Sachs.

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