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Venture capital, il semestre è da primato: sulle start up un’ondata da 156 miliardi

Record di investimenti nelle start up nel secondo trimestre del 2021. Il trend di crescita inaugurato nel terzo trimestre dello scorso anno sta continuando a livelli inaspettati anche per gli esperti del settore. Nel solo secondo trimestre i round chiusi dalle società innovative hanno totalizzato a livello globale la cifra di 156,2 miliardi di dollari, con una crescita del 157% rispetto allo stesso periodo del 2020. Come conseguenza dei capitali arrivati sul comparto, i tre mesi terminati lo scorso giugno hanno registrato anche un’incredibile ondata di nascite di unicorni: sono 136 le start up che hanno superato il valore del miliardo contro le 128 dell’intero 2020, secondo il report pubblicato da Cb Insights.

Gli Stati Uniti dominano il trimestre con quasi la metà delle operazioni (70 miliardi). I primi sei mesi del 2021 hanno fatto contare un funding invece di 138,9 miliardi a fronte dei 149,3 miliardi dell’intero scorso anno. A farla da padrone ancora una volta la Silicon Valley, con San Francisco che raccoglie 23,7 miliardi nel secondo trimestre, un balzo del 93% anno su anno, seguita da New York (11 miliardi), Boston (7,8 miliardi) e Los Angeles (6 miliardi). Calano invece sia il funding (-18%) sia i deal (-5%) dall’altra parte del mondo, in Cina.

Nello spaccato per settori il fintech si guadagna senz’altro la maglia rosa con un dollaro ogni 5 investiti nel complesso (22%), per un totale di 33,7 miliardi di dollari. Cresce anche la taglia media dei deal, con i mega round da oltre 100 milioni più che triplicati. Mentre nella classifica dei venture capital svetta l’operato di Tiger Global, che ha realizzato 1,3 deal per ogni giorno lavorativo nell’ultimo trimestre, portando il totale a 81 investimenti.

Vivace anche l’attività delle exit, con 2.893 operazioni fra M&A e Ipo in soli tre mesi. Un dato più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.

Dal quadro globale all’Europa. Il trend si conferma in crescita ma a tassi più contenuti. Nel Vecchio continente sono state realizzate in sei mesi 3.470 operazioni (contro le 5.731 dell’intero 2020) con un incremento del valore a 50,8 miliardi, contro i 39,1 miliardi dell’intero scorso anno. Le operazioni restano, però, prevalentemente early stage (69%), seguite da mid stage (10%) e late stage (8%). Per quanto riguarda le exit forte prevalenza europea delle operazioni di M&A (925), mentre le quotazioni in Borsa restano 57. Inutile precisare che a svettare è ancora una volta la Gran Bretagna con 7,6 miliardi investiti in 482 deal, mentre la Germania ha contato investimenti per 5,8 miliardi in 204 deal e la Francia 4 miliardi in 231 deal.

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