Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Venture capital, 850 milioni sul tavolo Cresce il bonus fiscale per chi investe

ROMA

Anche l’emergenza innescata dal coronavirus è diventata un motivo per ridiscutere le policy a sostegno del venture capital e delle startup. La costituzione del Fondo nazionale innovazione presso la Cassa depositi e prestiti, previsto dalla legge di bilancio 2019, è stato un lungo percorso all’insegna di ritardi e guerre di nomine e bisogna ancora vederne i risultati in termini di piano industriale. Nel frattempo i rischi della nuova crisi si sono abbattuti sulle prospettive degli investitori. Il “decreto rilancio”, dopo un difficile confronto tra il ministero dello Sviluppo (Mise) ed il Tesoro, ha costruito alcune risposte in un pacchetto che, includendo anche il nuovo Fondo per il trasferimento tecnologico, vale circa 850 milioni.

È previsto il rifinanziamento della misura Smart&Start di Invitalia con 100 milioni. Dieci milioni andranno sotto forma di contributi a fondo perduto alle startup per acquistare servizi prestati da business angels, acceleratori, innovation hub, un intero settore dell’innovazione che trova in questo decreto un primo riconoscimento sostanziale.

Sono invece 200 i milioni stanziati per incrementare la dotazione del Fondo di sostegno al venture capital del Mise che, anche come serbatoio per il Fondo nazionale innovazione, era stato istituito dalla manovra del 2019. Si tratta di una dote utilizzabile a sostegno di startup e Pmi innovative anche attraverso la sottoscrizione di obbligazioni convertibili.

Il pacchetto di norme è in qualche modo anche il frutto della coesione su questi argomenti all’interno della maggioranza, che ha visto impegnati in prima linea tra gli altri Gian Paolo Manzella, sottosegretario Pd del Mise, Luca Carabetta, vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera (Cinque Stelle), e Mattia Mor, deputato di Italia Viva che già nel 2018 aveva presentato un’articolata proposta di legge. Il decreto si propone anche di rilanciare il trasferimento tecnologico che oggi in Italia veleggia su numeri da ultimi della classe o quasi. Anche questo è un forte appello al venture capital. Nascerà un Fondo di 500 milioni per valorizzare i risultati della ricerca delle imprese anche in collaborazione con soggetti pubblici. Il Mise potrà intervenire con partecipazione indiretta in capitale di rischio o di debito ed il pivot del piano sarà l’Agenzia Enea che costituirà Fondazione Enea Tech.

Si prova poi, ma solo per le detrazioni a favore delle persone fisiche, a sbloccare gli incentivi agli investimenti in startup e Pmi innovative oppure in fondi di venture capital che vi investano in modo prevalente. Incentivi rafforzati dalla legge di bilancio 2019 ma fermi in mancanza dell’autorizzazione Ue. Adesso potranno scattare senza notifica perché varranno i limiti del regime “de minimis”. La detrazione sale dal 30 al 50% per investimenti al massimo di 100mila euro da mantenere per almeno tre anni. Tra le altre novità ci sono poi l’allungamento da 5 a 6 anni della permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese e la costituzione di una riserva di 200 milioni per startup e Pmi innovative nell’ambito del Fondo di garanzia. Stralciata invece la moratoria di un anno sui debiti bancari.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Saranno anche «perdite solo sulla carta», come si è affrettato a sottolineare il vi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — Esistono 109.853 domande di cassa integrazione Covid giacenti: non sono state ancora a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Una possibile svolta sul caso Autostrade potrebbe essere maturata al Consiglio dei minist...

Oggi sulla stampa