Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Veneto Banca, via libera Bce all’ingresso di Atlante

Nel Veneto delle banche da salvare, il fondo Atlante si prepara ad essere protagonista assoluto – dopo Vicenza – anche a Montebelluna, nella vicenda che coinvolge Veneto Banca.
Conclusosi ieri, nell’ambito dell’aumento di capitale da un miliardo, il periodo di offerta in opzione e prelazione agli attuali soci, il cui ammontare coperto si sarebbe fermato ad un insignificante 1% – contrariamente a quanto sembravano pensare i grandi soci del territorio -, la Banca centrale europea ha autorizzato Quaestio Capital Management all’acquisto di una partecipazione qualificata e in misura eccedente il 50% di Veneto Banca e dei relativi diritti di voto, dando di fatto il via libera all’operazione di salvataggio dell’istituto veneto.
Gli investitori istituzionali hanno tempo fino a venerdì per intervenire, ipotesi che, però, appare alquanto improbabile: per permettere la quotazione in Borsa, dovrebbero sottoscrivere almeno un quarto dell’offerta, il 25%, e acquistare titoli per 250 milioni di euro.
Si profila, quindi, lo stesso scenario che ha riguardato la Banca Popolare di Vicenza, ovvero l’acquisizione da parte di Atlante di una partecipazione di molto superiore al 50% (già subgarantito) fino al 99,9%. Lunedì scorso, sulla scia delle prime notizie negative che già trapelavano sulla raccolta, l’associazione dei grandi soci Per Veneto Banca si era arresa all’evidenza e ha lasciato ad ogni azionista la libertà di sottoscrivere o meno l’aumento di capitale «secondo le proprie possibilità e i propri interessi». Inoltre, la scorsa settimana il supplemento al prospetto informativo pubblicato dalla Consob dava conto del fatto che la liquidità della banca è scesa al di sotto dei livelli regolamentari. Nel documento è scritto che la banca a fine maggio aveva un Liquidity coverage ratio (Lcr) del 63,42%, un dato inferiore al 70% imposto da Basilea 3 a partire da gennaio 2017 (con un incremento progressivo fino al 100% nel gennaio 2019). E le cose sono peggiorate nei primi giorni di giugno, quando l’Lcr è sceso al 61%. Per quanto riguarda i reclami, sempre secondo il prospetto Consob, i soci di Veneto Banca ne hanno depositati 2.457, per una domanda di risarcimenti di quasi 175 milioni.
Oggi si saprà con esattezza la percentuale sottoscritta dai soci, ma già si pensa al dopo. Il direttore generale Cristiano Carrus ha dichiarato nei giorni scorsi che nell’immediato sarà «ineluttabile un’operazione di M&A», ancora non si sa se con la Popolare di Vicenza, cosa che non sembra così probabile. «Quando ci sarà Atlante vedremo cosa farà Atlante – ha anche aggiunto Carrus -, discuteremo con loro cosa fare». Con l’aumento di capitale da un miliardo Veneto Banca potrebbe anche decidere di non cedere Bim – in vendita da un anno e mezzo, la cui cessione è stata già bocciata dalla Bce nel 2015 -, ma di utilizzarla in un’operazione di fusione, mentre per la vendita del 20% di Arca si attende di capire le intenzioni degli altri soci.Per quanto riguarda l’operatività, Veneto Banca da domani guarderà al piano industriale 2020. Che si concentrerà in particolare sul mercato domestico uscendo dalle attività all’estero e prevede interventi forti e strutturali su ogni punto critico, con l’obiettivo di raggiungere alla fine del piano un Cor tier 1 al 14%.

Katy Mandurino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Leonardo Del Vecchio stila la lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Essilor Luxot...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Per capire la Ragioneria generale dello Stato bisogna aver visitato la sala di Via Venti Settembre d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Riflettori puntati sulla cessione della quota (il 62,50%) di Banca Profilo, oggi all’interno del p...

Oggi sulla stampa