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Veneto Banca valuta l’aumento

«Della Popolare di Vicenza non parlo», dice categorico Vincenzo Consoli, visibilmente seccato dopo l’annuncio a sorpresa dell’istituto vicentino, lo scorso martedì, di aumentare il capitale di un miliardo di euro (in due tranche, da 700 e 300 milioni ciascuna). Con lo scopo – come ha spiegato il presidente della vicentina Gianni Zonin – di rafforzare il patrimonio in vista di operazioni di fusione.
Da Montebelluna, l’amministratore delegato di Veneto Banca ribadisce a Il Sole 24 Ore che «le fusioni non si fanno sui giornali, ma nelle sedi appropriate». E non ne fa una questione di metodo, bensì di contenuti: «È una operazione industrialmente sbagliata, insistiamo sullo stesso territorio. E poi ci sono almeno tre rischi da considerare: c’è una sovrapposizione di personale, che non verrebbe totalmente garantito; abbiamo molti soci in comune; si ridurrebbero i vantaggi per i clienti, in particolare per chi ha acceso fidi con entrambe le banche».
Le operazioni in cantiere
Consoli chiude la porta, almeno per il momento, a ogni tipo di integrazione o persino collegamento con la popolare vicentina, perché, spiega, «la nostra banca non è meno solida della consorella vicentina. Quello della solidità patrimoniale è un falso problema – dice, riferendosi all’invito di Bankitalia a valutare ipotesi di aggregazioni –. Abbiamo un Core Tier 1 all’8,36%, considerando la conversione del prestito obbligazionario da 350 milioni. E ora stiamo valutando un aumento di capitale fino a 500 milioni di euro. Inoltre, la vendita di Banca Intermobiliare sta andando bene, lunedì prossimo avremo le prime manifestazioni di interesse ed entro un mese quelle decisive. La vendita di Bim ci porterà un ulteriore punto percentuale in più nel Tier 1».
L’eventualità delle nozze
Consoli non rivendica – come qualche mese fa – l’autonomia ad ogni costo, «non escludo nulla – precisa –. Abbiamo dato mandato al nostro advisor (Goldman Sachs, ndr) di valutare il nostro posizionamento, ma quello che faremo lo faremo nell’interesse dei soci. E sicuramente Vicenza non ci interessa». Certo, la marcatura stretta della Vigilanza è un dato di fatto. Perché Veneto Banca è sotto osservazione così pesantemente? «Non lo so. L’unica cosa che so è che i nostri conti sono trasparenti e in regola con i parametri indicati».

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