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Veneto Banca si difende: crediti regolari

Inoltre, la Procura capitolina è pronta a inviare ai colleghi di Treviso gli incartamenti giudiziari. Stando al contenuto dell’inchiesta, Trinca e Consoli sarebbero stati responsabili di erogazioni di finanziamenti «in assenza di una puntuale valutazione del merito creditizio». Secondo gli inquirenti, il denaro sarebbe stato concesso solo a coloro i quali avessero acquistato azioni di Veneto Banca.
Tuttavia, come ha precisato l’istituto bancario con una nota, la «recente visita condotta dalla Bce» ha potuto analizzare il 42% del portafoglio crediti, evidenziando che le «erogazioni creditizie» sono basate su «una rigorosa valutazione del merito». I fatti che stanno emergendo dall’indagine romana, infatti, «si riferiscono» a questioni «ormai datate, frutto dell’ispezione della Banca d’Italia del 2013, evidenziando deficit patrimoniali che risalgono al 31 marzo 2013».
Il contesto attuale dimostra una situazione opposta a quella finita al centro dell’inchiesta. «Veneto Banca» tiene a sottolineare che «l’assemblea dei soci in piena autonomia, ha provveduto col rinnovare integralmente il Consiglio di Amministrazione e il Collegio sindacale, una decisione che non ha precedenti nel sistema bancario nazionale». L’attività dell’istituto, dunque, «prosegue con assoluta regolarità», e nel 2014, «si è confermata positiva al di là della perdita registrata per l’adozione di una rigorosa politica di svalutazione degli avviamenti (-41%) e per il totale recepimento delle provisions richieste dalla Bce». In tema di liquidità, gli indicatori pongono l’accento su «una situazione più che positiva e calibrata in grado di onorare tutte le scadenze» per cui sono «da considerarsi prive di qualsiasi fondamento, considerazioni, analisi e interpretazioni che non tengano conto della solidità degli indicatori». Quanto alle emissioni obbligazionarie sono «tutte» quotate sui mercati regolamentati «che ne garantiscono la massima liquidità e trasparenza». «Differentemente da quanto riportato detto – si legge ancora – il road show inerente alla possibile emissione di un nuovo prestito subordinato si è regolarmente tenuto». L’attuale patrimonio netto di Veneto Banca, viene ricordato, è pari a 3,3 miliardi e il Cet1 al 31 dicembre 2014 è risultato al 9,72%, valore destinato a beneficiare altri 70 punti base dalla già annunciata cessione delle partecipazioni in Banca Intermobiliare Bim e in Banca Ipibi. Questi risultati «sono stati raggiunti attuando nelle tempistiche previste le azioni di remediation necessarie per il superamento degli Stress Test e degli Aqr» della Bce.
Dunque, dati positivi che evidenziano la bontà dell’operato della nuova dirigenza, assicura Banca Veneto. Viceversa, i sospetti illeciti di Trinca e Consoli – indagati con altri soggetti i cui nomi sono stati secretati – avrebbero avuto un controllo totale dell’istituto: così almeno mette nero su bianco il sostituto procuratore di Roma Francesca Loy, nei decreti con cui ha disposto le perquisizione di mercoledì scorso. L’attività «del Consiglio di amministrazione», è annotato negli atti, si sarebbe «caratterizzata per i forti limiti nella capacità di sorveglianza del management, l’assai modesta dialettica interna e l’inconsistente ruolo di componenti indipendenti». Dunque, «il consenso è dominato dalle figure dell’ad Consoli e del presidente Trinca, le cui proposte vengono approvate pressoché sistematicamente all’unanimità». Stando alle ipotesi – tutte da verificare – sarebbero stati Trinca e Consoli a impartire la direttiva secondo cui i finanziamenti si potevano concedere anche a soggetti privi di «qualità creditizia» a patto che acquistassero azioni della banca. Ed è proprio questo un capitolo di rilievo dell’indagine e che troverebbe numerose testimonianze, come quelle rilasciate ieri al Sole24ore anche da un ex dipendente di Veneto Banca. Un contesto, poi sfociato nelle false informazioni rilasciate a Bankitalia, su cui ci sono state le «controdeduzioni» del vice direttore generale Mauro Gallea. Il pm, infatti, ha ordinato il sequestro del «carteggio e/o elaborato sul tema o comunque in possesso a Gallea, avendo questi esposto mirate controdeduzioni, su tale precipuo argomento (occultamento dei dati reali all’Autorità di vigilanza, ndr), nel corso della riunione del Consiglio di amministrazione del 4 dicembre 2013». La sfida giudiziaria tra accusa e difesa è tutta in campo.

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