Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Veneto Banca, ribaltone in consiglio

Nella tensostruttura dell’Expovenice a Marghera va in scena l’ultima, soffertissima puntata della “vecchia” Veneto banca, non piu’ popolare ma non ancora quotata. Un’assemblea durata oltre dieci ore, che ha visto scendere in campo poco più del 30% del capitale e, soprattutto, scatenarsi una feroce contrapposizione per il rinnovo del consiglio tra la lista numero 1, proposta dal cda uscente (capitanata dal presidente Pierluigi Bolla) e la lista numero 2, proposta dalle associazioni Per Veneto banca (guidata da Matteo Cavalcante) e Associazione azionisti Veneto banca (Giovanni Schiavon). A quest’ultima lista e’ andata la maggioranza netta dei voti: il 57,9% dei sì, mentre alla lista di Bolla è andato il 37,16% delle preferenze. Secondo alcune ricostruzioni l’azionista Generali avrebbe votato per la lista Bolla, mentre Cattolica non era presente in assemblea al contrario della Fondazione Cassa di risparmio di Fabriano e Massimo Segre.
«Ringrazio tutti, sentiamo forti le vostre attese – ha detto il neo presidente Stefano Ambrosini – ci focalizzeremo subito sul lavoro da fare, con la massima attenzione per il mercato e per i regolatori: siamo vigilati speciali». Tra gli altri eletti, il consigliere economico di Palazzo Chigi Carlotta De Franceschi (probabile vice presidente), Matteo Cavalcante e Giovanni Schiavon. Eletti, come consiglieri di minoranza, lo stesso Bolla e l’ad uscente Cristiano Carrus.
Nei giorni scorsi c’erano state dure accuse reciproche. Ieri lo scontro si e’ riproposto, tra lettere della vigilanza europea (che ha ricordato in una missiva ufficiale il rispetto dei criteri di professionalità e onorabilità dei futuri consiglieri) missive dello stesso consiglio della banca agli azionisti sull’esposizione debitoria di buona parte dei soci promotori della lista 2, verbali della Consob sulle ispezioni appena chiuse, forieri di multe ai consiglieri del periodo 2013-2015. Carrus ha specificato che «vengono riconosciute accentrate responsabilità del dottor Consoli e del condirettore generale Fagiani»; ma non solo, evidentemente. Si tratta, ha detto Carrus, di cinque «irregolarità nella valutazione dell’adeguatezza delle operazioni; violazione del dovere di comportarsi con diligenza e correttezza; trattazione degli ordini di vendita sulle azioni della banca; processo di definizione del prezzo delle azioni della banca; e comunicazione di dati e informazioni non veritieri».
Tutto questo però ormai è il passato. Eletto il nuovo cda, confermato Carrus come «direttore generale plenipotenziario », i prossimi appuntamenti sono l’aumento di capitale da un miliardo e la quotazione in Borsa. Ambrosini ha detto di «guardare con molta fiducia all’aumento di capitale perchè secondo noi c’è un interesse del mercato», aggiungendo di aspettarsi una buona risposta dal tessuto imprenditoriale veneto (anche se non ha chiuso le porte al paracadute Atlante). Per andare in Borsa a giugno la prossima settimana potrebbe partire il pre-marketing. Fiducioso anche il presidente di Intesa, Gian Maria Gros-Pietro, che ha garantito l’aumento di capitale. «Ci aspettiamo che l’operazione vada in porto così come era stata disegnata» e su un’eventuale partecipazione del fondo Atlante «al momento non c’è nessun patto nuovo». Al consorzio partecipano altre nove banche, tra cui Unicredit. Ambrosini è convinto di avere un flottante sufficiente per la quotazione ma ha anche confermato che «la ricerca di un partner è indispensabile». Sullo sfondo, l’azione di responsabilità. «Per capire se bisogna fare un’azione nei confronti dei vecchi amministratori e se sussistono elementi per fare azioni anche in capo a chi lo è stato fino a oggi ci vuole un mese, un mese e mezzo», ha spiegato Ambrosini. Poco prima Bolla aveva letto la relazione del cda uscente, secondo cui la banca ha «riscontrato irregolarità ed anomalie» che potrebbero «porre le premesse per avviare un’azione di responsabilità ». Sara’ compito di una prossima assemblea.
Vittoria Puledda
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa