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Veneto Banca, nel riassetto spazio a un vice-Consoli

Un vice Consoli per Veneto Banca. Nella popolare è in arrivo un nuovo manager, che oltre ai panni del chief financial officer vestirà anche quelli di vice direttore generale, con delega al nuovo piano industriale. Il consiglio di amministrazione guidato da Francesco Favotto, che si riunisce oggi, dovrebbe proseguire in questo modo nel percorso di riorganizzazione interna, avviato dopo l’assemblea dell’aprile scorso su input della Vigilanza con il rinnovamento quasi integrale del board: per la nuova carica verrà proposto il nome di Cristiano Carrus, direttore del Credito Bergamasco (con funzioni di vice amministratore delegato fino all’integrazione nel Banco Popolare del febbraio scorso) e nel 2008-2010 direttore generale della Popolare di Verona.
Che la banca stesse cercando un nuovo cfo era già noto da tempo, da quando lo stesso Favotto, a Il Sole 24 Ore, a metà maggio aveva dichiarato l’intenzione di reclutarlo entro fine anno. Alla fine, però, secondo quanto si apprende da fonti vicine a conoscenza del dossier (mentre la banca non commenta) si sarebbe optato per una soluzione più articolata, che consentirebbe di proseguire in quella discontinuità auspicata dalla Banca d’Italia ma senza penalizzare il management interno e forzare gli equilibri del gruppo. Da un lato, infatti, si è valorizzato il lavoro avviato già a fine 2013 su mandato di Flavio Trinca e Vincenzo Consoli (quando era ancora ad e si stava ragionando sulla possibilità di inserire un direttore generale): tra febbraio e marzo era partita una lunga analisi su punti di forza e criticità del gruppo, con i possibili benefici derivanti da qualche innesto. Erano state esaminate alcune potenziali candidature in modo del tutto riservato, poi la stretta della Vigilanza sul rinnovamento, l’assemblea burrascosa di fine aprile e il sofferto rinnovamento del board avevano congelato il processo; quattro mesi fa, il nuovo board ha ripreso in mano la pratica avviata da Consoli e Trinca, si è riavviato il lavoro con i consulenti e ora la nomina dovrebbe essere matura: stamattina se ne parlerà prima in comitato nomine, poi in consiglio.
Carrus, reduce da più esperienze nella parte veronese del Banco, è molto conosciuto sul territorio nordestino; a lui, come detto, verrà affidato anche l’incarico di elaborare le linee guida del nuovo piano industriale del gruppo: sarà vice di Consoli, che ad aprile scorso ha siglato un contratto biennale, ma al momento – ovviamente – un’eventuale successione non è sul tavolo. L’impressione è che di qui ai prossimi 12-18 mesi, possa accadere di tutto sia fuori dalla banca (tra i risultati degli esami europei e il probabile riassetto del settore che ne conseguirà) che dentro, dove il turn over nelle prime file del management è destinato a proseguire (in uscita viene considerato anche il condirettore generale Mosè Fagiani): un contesto decisamente fluido, in cui la banca si presenta però meglio di qualche mese fa, vista la semestrale migliore delle attese e l’aumento di capitale chiuso in estate. Quanto basta, forse, a evitare che le tensioni dei mesi passati possano riacutizzarsi.

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