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Veneto Banca, Consoli esce dal cda

Dopo le 17 di oggi si sapranno maggiori dettagli sulla lista dei “nomi nuovi” che dovrebbero costituire l’ossatura del nuovo board di Veneto Banca. Oggi scade il termine ultimo – prima dell’assemblea del 26 aprile – entro il quale è possibile presentare liste alternative all’attuale compagine amministrativa. L’unica lista che sarà depositata, dopo una campagna “lampo” tra i soci per raccogliere le 500 firme necessarie, è un elenco di 11 nominativi (non 15, come detto in precedenza, ma tanti quanti ha dettato Banca d’Italia per avere un cda più snello) che propone alla presidenza della popolare di Montebelluna l’accademico padovano Francesco Favotto, alla vice presidenza l’attuale presidente di Unindustria Treviso (in scadenza) Alessandro Vardanega, e tra i consiglieri Federico Tessari, ex presidente di Unioncamere Veneto e Luigi Rossi Luciani, ex presidente di Confindustria Veneto. Tra gli altri nomi, probabile anche quello di una donna, una professionista del territorio.
Definito anche il ruolo di Vincenzo Consoli, attuale amministratore delegato (in scadenza, assieme a Zoppas, Perissinotto e Chirò): il banchiere resterà alla guida della banca con il ruolo di direttore generale per preparare il ricambio del top management con un orizzonte temporale di 1-2 anni.
Resta l’incognita sulle dimissioni dell’attuale cda, alcuni componenti del quale nei giorni scorsi non hanno fatto mistero della volontà di non dimettersi. Ma nelle ultime ore sembra aver prevalso il senso di responsabilità e anche gli “irriducibili” hanno dichiarato ieri che «nel caso la maggioranza esprimesse parere favorevole alle dimissioni, ci sarebbe la disponibilità a fare un passo indietro per il bene della banca». L’unico che mantiene le proprie posizioni e preferisce non commentare resta il presidente Falvio Trinca, nome su cui pesa l’incognita maggiore.
La lista messa a punto nei giorni scorsi da Alessandro Vardanega non prevede, dunque, nessun amministratore delegato, lasciando a Consoli, che rimarrebbe soltanto dg, la guida della banca e la preparazione del ricambio manageriale, che nel giro di un paio d’anni dovrebbe portare all’uscita dello stesso Consoli.
Tecnicamente, la lista completa si saprà non prima di domattina; i tecnici di Veneto Banca avranno bisogno, infatti, di qualche ora per controllare la bontà e l’affidabilità delle 500 firme raccolte e solo in seguito comunicheranno ufficialmente il contenuto. Intanto, l’assemblea del 26 aprile si preannuncia una delle più frequentate nella storia dell’istituto: dei 75mila soci ne sono attesi a Montebelluna circa 6mila. L’intento di avere più presenze possibile ha l’obiettivo di convincere la base a sostenere l’autonomia della banca e a persuadere sulla solidità patrimoniale.

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