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Veneto Banca, battaglia delle liste. La Bce: vigileremo

Si alzano i toni in vista dell’assemblea di Veneto Banca, che domani a Marghera (Venezia), riunirà gli 80 mila soci per rinnovare il consiglio di amministrazione che dovrà gestire l’aumento di capitale da un miliardo di euro e l’attesa quotazione in Borsa.

Oltre alla lista presentata dal cda uscente, con il presidente Pierluigi Bolla e l’amministratore delegato Cristiano Carrus, ve n’è una seconda che presenta ai vertici Stefano Ambrosini, uno dei più noti avvocati d’impresa italiani — collaboratore del ministero di Giustizia nella riforma della legge fallimentare e commissario straordinario di Bertone e Alitalia — e Carlotta Ambrosini, che ha collaborato con il governo Renzi nella riforma delle popolari.

Bolla ieri ha puntato il dito contro i presentatori della Lista soci — non i candidati — che sono «ancora molto vicini all’ex amministratore delegato Consoli». In una lettera inviata ai soci, Bolla evidenzia come «il dato complessivo dell’esposizione riferibile agli aderenti dell’associazione Per Veneto Banca », abbia raggiunto, «a livello di gruppo 958 milioni di euro, di cui 730 milioni rappresentata da crediti problematici, inclusi crediti deteriorati per 382 milioni».

Accuse pesanti. «Soprattutto una modalità inconsueta, sorprendente e grave per un dossier sotto osservazione a meno di 48 ore dall’assemblea — dice Stefano Ambrosini, leader della Lista soci —. Un tentativo scomposto di accreditare la riduzione della siderale distanza che separa i componenti della lista che guido dall’ex amministratore delegato Consoli. Dalla ricostruzione sembra che centinaia di persone siano i mandanti a cui noi candidati saremo costretti a rispondere. Ma le pare? Soprattutto nel momento in cui il percorso è già tracciato e prevede, senza possibilità di variazione, aumento, quotazione e ricerca di un partner. Un percorso che, per di più, vedrà Carrus nel ruolo di direttore generale plenipotenziario, senza cioè un amministratore delegato. Francamente questa esigenza di drammatizzazione mi pare la spia di una forte debolezza».

Anche la Bce ha preso carta e penna, annunciando di vigilare affinché si verifichi: «la completa assenza di legami con le passate carenze gestionali». In campo anche i sindacati: la Fabi di Lando Sileoni si schiera con la lista di Bolla.

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