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Veneto Banca, azione contro gli ex manager

Alla fine l’assemblea di Veneto Banca ha approvato l’azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici per il dissesto dell’istituto. Una decisione presa quasi all’unanimità. Oltre al fondo Atlante, socio con il 97,6%, erano presenti oltre 500 soci. I componenti del consiglio e del collegio sindacale in carica sino al 26 aprile 2014 (data dell’assemblea in cui Flavio Trinca si presentò dimissionario), nonché l’ex direttore generale Vincenzo Consoli, saranno così chiamati a rispondere.

Il provvedimento si concentrerà al momento sulle responsabilità legate alle «gravi irregolarità» nelle precedenti gestioni, prendendo in esame due filoni. Il primo riguarda le anomalie nella valutazione del merito creditizio in 40 posizioni di clienti per affidamenti concessi tra gennaio 2006 e aprile 2014, per un’esposizione complessiva di 402 milioni e perdite già realizzate o accantonate di 198 milioni. Il secondo riguarda specifiche operazioni collegate all’irregolare gestione degli ordini di compravendita di azioni. Il neo presidente Massimo Lanza ha sottolineato come «poche banche oggi in crisi, dopo pochi mesi, hanno potuto avviare un’azione di responsabilità».

La banca, che prova a riconciliarsi con il territorio, sta valutando i criteri per indennizzare i soci danneggiati dalla svalutazione quasi totale delle azioni: il valore è sceso da oltre 39 euro di due anni fa ai 10 centesimi di oggi. Gli azionisti sono circa 88 mila. Il board è orientato a indennizzare soltanto le persone fisiche che hanno poche azioni (circa 40mila) e un reddito non elevato. Un criterio utilizzabile potrebbe essere l’Isee, che servirebbe a velocizzare i tempi rispetto alla valutazione della buona fede caso per caso. Ma altre opzioni sono sul tavolo. Le voci di un indennizzo pari al 20% non trovano conferma.

Nel frattempo la banca cerca di risollevarsi dal punto di vista industriale. «Siamo impegnati nel piano strategico, che è di svolta e di cambiamento. Veneto Banca deve cercare la sua strada, che può essere anche quella della fusione con la Vicenza – ha detto l’amministratore delegato Cristiano Carrus – Non dobbiamo solo aggiustare la magagne della vecchia Veneto Banca, ma ci dobbiamo inventare una banca nuova». Il board deve presentare il nuovo piano entro fine gennaio, ma cercherà di anticipare i tempi di un mese.

Fausta Chiesa

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