Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Veneto Banca avanza sull’aumento, integrazioni allo studio

«Mi pare ci siano le condizioni perché l’aumento di capitale vada in porto auspicabilmente con le forze di mercato». Così si è espresso ieri a proposito di Veneto Banca Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, capofila del consorzio di garanzia dell’istituto di Montebelluna, a margine della inaugurazione nel Torinese dei nuovi uffici direzionali e del nuovo Technology Center di Prima Industrie. «Se questo non fosse sufficiente – ha aggiunto – c’è sempre il fondo Atlante. Noi lo abbiamo sottoscritto, questo è lo strumento che andrebbe utilizzato se dal mercato non ci fosse il sostegno necessario».
C’è, dunque, fiducia. Anche se moderata, nei confronti dell’operazione di aumento di capitale di Veneto Banca, la cui sottoscrizione alla luce della ritrovata appetibilità che la banca sembra suscitare su altri partner bancari, in particolare Ubi e Bper – si parlerebbe di una possibile aggregazione prima della quotazione, come anticipato dal Sole 24 Ore di domenica – potrebbe arrivare, secondo fonti finanziarie, anche al 20% della quota totale. Mentre il restante 80% potrebbe essere “assicurato” da Atlante.
Da Montebelluna bocche cucite sull’argomento, in particolare sui colloqui che sarebbero intercorsi tra il nuovo board a guida del presidente Stefano Ambrosini e i vertici di Ubi Banca e Banca popolare dell’Emilia Romagna. Colloqui che potrebbero coinvolgere anche altri soggetti come Carige e Creval.
Intanto, va avanti il premarketing, cominciato venerdì scorso, ovvero l’operazione con cui Veneto Banca sta sondando l’interesse degli investitori per l’aumento, operazione che dovrà portare nei prossimi giorni a stabilire la forchetta di prezzo delle azioni. Mentre ieri, in un cda fiume, è stato confermato quanto ha chiesto la Bce in una missiva giunta alla banca la scorsa settimana, e cioé che il piano Serenissima (quotazione e aumento di capitale) venga portato avanti dal solo direttore generale Cristiano Carrus, ridimensionando lo spazio di manovra del comitato esecutivo. Il Cda «ha confermato – recita la nota della banca – le deleghe al comitato esecutivo, la conduzione del progetto Serenissima da parte del direttore generale Cristiano Carrus e la delega alla dottoressa Carlotta De Franceschi per l’esecuzione del piano di ricapitalizzazione e riassetto», ribadendo di non aver delegato a nessun consigliere diverso dal direttore generale né poteri gestori di sorta né poteri di spesa.
Infine, sempre ieri è stato nominato un secondo vicedirettore generale nella persona del dottor Dario Accetta, a cui sono state attribuite competenze in materia relativa ai settori commerciale e finance.

Katy Mandurino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa