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Veneto B. va all’azione

L’assemblea di Veneto banca ha approvato a maggioranza l’azione di responsabilità nei confronti dei precedenti vertici. I voti favorevoli sono stati pari al 99,9% del totale dei presenti. I massimi dirigenti hanno espresso fiducia sulla possibilità che l’azione possa avere successo, ponendo l’accento sui tempi molto brevi che sono stati necessari al nuovo consiglio di amministrazione, insediato a inizio agosto per dare il via all’azione.

«In questi tre mesi abbiamo lavorato sodo», ha sottolineato il presidente Massimo Lanza nel suo intervento in assemblea. «Oggi date al cda l’autorizzazione a iniziare l’azione, che si articola in un percorso complesso.

Noi abbiamo voluto che questo percorso complesso si traducesse subito in un’azione immediata. Le 40 posizioni sono solo un inizio». L’azione inizierà da posizioni, ritenute maggiormente significative, ma non si fermerà a queste: «Siamo abbastanza fiduciosi che l’istruttoria tenga e che, quindi, riusciremo a vincere. Siamo stati abbastanza, anzi direi molto veloci. L’azione di responsabilità ha un iter complesso, non semplice, che chiede una preparazione e un’analisi lunga e complessa. Se non si fa bene questa preparazione, il rischio è che l’azione di responsabilità la si perda. Non credo che, con tutto quello che voi soci avete perso, abbiate voglia di spendere soldi per l’istruttoria con il rischio di perdere». Lanza ha garantito il massimo impegno a trovare tutti i responsabili: «Il cda è seriamente impegnato a fare tutto quello che è possibile nei confronti di tutti quelli che hanno avuto una responsabilità in quel che è successo nella nostra banca».

Quanto al percorso futuro, il presidente ha detto che l’obiettivo è quello di affrontare i problemi dell’istituto alla radice: «Aggiustare i problemi non basta. L’obiettivo è avere una banca capace di stare in piedi, non dobbiamo solo aggiustare le magagne della vecchia Veneto banca. Noi ci dobbiamo inventare una banca nuova: questa è una sfida veramente bella, divertente e sfidante. Il tema cruciale è creare banca che crei valore: questo è quello che stiamo cercando di fare».

A chi gli chiedeva di possibili licenziamenti, Lanza ha risposto: «In questo momento stiamo facendo un piano che deve essere un piano strategico. Il must, l’obbligo, è la creazione di una banca che stia in piedi». No comment sui rumors relativi alla necessità di capitale. Stesso discorso per l’avvio dei tavoli di conciliazione: «Fino a che non siamo pronti, non diciamo quando partono».

Del piano ha parlato anche l’a.d. Cristiano Carrus: «Non si fa in pochi giorni. È un piano industriale importante, di svolta, un piano che vede Veneto banca cercare la sua strada, che può essere anche quella della fusione per una svolta, per cercare di dare valore alla banca. Il piano industriale sarà pronto entro la fine dell’esercizio, anche se l’obbligo è di comunicarlo entro la fine del mese di gennaio. Cercheremo di anticiparlo». Per quanto riguarda gli Npl, Carrus non si preclude nessuna strada: «Guardiamo a qualsiasi tipo di operazione che possa essere la migliore per la banca».

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