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Venete, il Parlamento studia il tema rimborsi

Estensione dei rimborsi ai risparmiatori, con esenzione fiscale sui ristori ricevuti, esclusione dal bail in per le Casse previdenziali, interdizione dai pubblici uffici per gli amministratori giudicati colpevoli dei dissesti e un anno in più a Intesa Sanpaolo per rigirare alle banche in liquidazione i crediti etichettati come «in bonis» che però si rivelassero più problematici in seguito alla due diligence.
Sono stati questi i temi al centro delle discussioni parlamentari di questa mattina, in commissione Finanze alla Camera, nel primo giorno di dibattito vero sul decreto che liquida le banche venete. Discussione vivace ma che al momento non ha prodotto modifiche, oltre all’ovvio recupero del decreto della settimana precedente che aveva sospeso il rimborso del bond subordinato di Veneto Banca. Alla fine, i deputati hanno votato il mandato al relatore, Giovanni Sanga (Pd), rimandando all’Aula tutte le proposte di modifica, compresa quella proposta dallo stesso Sanga. Il provvedimento sarà lunedì in Aula per la discussione generale e solo da martedì si entrerà nel merito del confronto. Non è escluso però un nuovo passaggio in commissione, come ha confermato il presidente della Finanze, Maurizio Bernardo (Ap). Nel fine settimana, infatti, il Governo potrebbe lavorare con tutti gli attori coinvolti nell’operazione (Intesa San Paolo inclusa) nel merito delle modifiche che si vogliono apportare al testo, e soprattutto valutando con qualche ora in più a disposizione se siano compatibili con l’accordo.
Le proposte del relatore, si diceva, puntano fra l’altro ad ampliare la platea dei soggetti ammessi al rimborso. Oggi, in linea con quanto previsto per le quattro banche regionali, la data limite di acquisto per le obbligazioni subordinate emesse da Popolare Vicenza e Veneto Banca che da’ diritto al ristoro è al 12 giugno 2014 (data di entrata in vigore delle norme sul bail-in), e secondo l’emendamento slitterebbe al 1° febbraio 2016. Il correttivo, inoltre, antepone i debiti chirografari di secondo livello ai correntisti detentori di obbligazioni subordinate nella classifica dei risparmiatori chiamati a sostenere i costi di risoluzione. In gioco anche la proposta di Enrico Zanetti (Sc) di escludere dal prelievo fiscale gli indennizzi, da estendere oltre il caso delle banche venete.
Ricco anche il pacchetto delle modifiche presentate dal Governo. Nel sostituire gli articoli 2, 3 e 5, la proposta consente anche ai commissari liquidatori delle banche venete di erogare nuova finanza per ristrutturare crediti deteriorati e altri attivi. L’emendamento chiarisce che il soggetto in liquidazione può contrarre mutui ed effettuare altre operazioni finanziarie passive per far fronte a esigenze di finanziamento per ristrutturare i crediti scaduti o unlikely to pay, anche se ceduti alla Sga. Si interviene anche sulla cessione dei crediti alla Sga, prevedendo che il trasferimento avvenga in continuità di valori e indicando la determinazione del corrispettivo dovuto da Sga alla liquidazione. Si consente, sempre alla Sga, di trattenere dagli importi retrocessi alle banche in liquidazione quanto speso per le operazioni di realizzo. Infine, e su questo si è accesa soprattutto la protesta del Movimento 5 stelle, per la retrocessione dei crediti “high risk” il termine passa da tre a quattro anni.

Marco Mobili
Gianni Trovati

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