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Venete, in ottobre possibili prime uscite

Mentre a Siena a Rocca Salimbeni il ceo di Mps, Marco Morelli e la responsabile delle risorse umane, Ilaria dalla Riva, incontravano i sindacati per avviare la trattativa dopo il via libera al piano da parte della Ue, nelle stesse ore è partita anche la trattativa con cui Intesa Sanpaolo porterà avanti l’integrazione delle ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Nel caso delle banche venete si tratta di un quadro nuovo che la delegazione trattante di Intesa Sanpaolo ha definito «senza precedenti in Europa». La banca ha innanzitutto ribadito i numeri e cioè la chiusura di 600 filiali sulle 900 del perimetro delle Venete e la riduzione di circa 3.900 risorse attraverso l’esodo volontario. Mille risorse saranno nel perimetro ex Banche Venete e saranno quelle che maturano il diritto entro il 31 dicembre 2024. Le prime uscite potrebbero avvenire già in ottobre del 2017. Nel negoziato saranno coinvolti anche circa tremila lavoratori di Intesa Sanpaolo che maturano il diritto entro il 31 dicembre 2022.
Ieri la banca ha anche comunicato la prima decisione operativa con la costituzione della direzione regionale delle ex banche venete dove confluiranno attività, passività e rapporti giuridici provenienti dalle due ex Banche. Nel perimetro Intesa Sanpaolo arriveranno tutte le società acquisite rientranti nel perimetro ex Banche venete.
Sul fronte del welfare, i lavoratori manterranno i loro trattamenti collettivi e i trattamenti individuale percepiti al 30 giugno del 2017. «Un primo approccio – interpreta il segretario generale aggiunto della Fabi, Mauro Bossola – per una trattativa che deve confermare garanzie e prospettive per i colleghi e le colleghe delle ex banche venete nel nuovo perimetro di Intesa Sanpaolo».
Spostandoci a Siena nel primo confronto sono stati precisati i numeri: nelle 5.500 uscite da realizzare nell’arco di piano (2017-2021) sono incluse le 600 già concordate, le 750 che avverranno per effetto del turn over, le 450 delle sedi esteri. Quindi il negoziato interesserà 3.700 uscite che saranno volontarie, ci tiene a precisare Antonio Damiani della Fisac-Cgil. E aggiunge: «Vogliamo monitorare la situazione e il raggiungimento di quegli obiettivi per valutare anche la contrattazione di eventuali correttivi da apportare».

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