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Vendite in crescita solo nei discount

Tornano a scendere le vendite al dettaglio, con il canale discount che però riesce a intercettare sempre maggiori acquisti.
A maggio l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio di Istat ha rilevato un calo dello 0,7% rispetto al mese precedente che però comprendeva le vendite di Pasqua. Meglio confrontare l’indice del valore totale delle vendite rispetto a maggio 2013: segna una diminuzione dello 0,5% (-0,7% nei primi 5 mesi). Con gli alimentari che cedono lo 0,5% e il non food che arretra dello 0,6%. Anche per i mesi successivi non c’è da attendersi un’inversione di rotta: a luglio l’indice del clima di fiducia dei consumatori è scivolato, da un mese all’altro, da 105,6 a 104,6.
Secondo l’ufficio studi Confcommercio «il calo registrato a maggio a valore rispetto al mese precedente è un dato oggettivamente molto negativo. Il rimbalzo di aprile era dovuto essenzialmente a Pasqua e ai ponti e non rappresentava l’inizio della tanto attesa ripresa dei consumi».
Per Coldiretti due italiani su tre (67%) hanno tagliato la spesa in qualità e quantità, con tre milioni di famiglie costrette a fare acquisti negli hard discount, in aumento del 48% rispetto all’inizio della crisi. Le difficoltà economiche hanno dunque costretto molti italiani a preferire l’acquisto di alimenti più economici, «spesso venduti a prezzi troppo bassi per non avere un impatto sulla salute».
La Confederazione italiana agricoltori sostiene che «sono ormai 15 milioni gli italiani che nel 2014 hanno tagliato la spesa alimentare, svuotando il carrello sia in quantità che in qualità. A dispetto della pressione promozionale altissima (30,2% a giugno secondo Nielsen ndr) il budget delle famiglie si è così ridimensionato a causa dell’erosione del reddito che un italiano su due continua a comprare solo l’essenziale e lo fa sempre più spesso al discount, ultimo baluardo della spesa low-cost e unica forma distributiva che cresce».
Tra i canali distributivi a prevalenza alimentare, il discount è difatti l’unico a guadagnare terreno: a maggio +2,4% e nei primi 5 mesi dell’anno +3,1 per cento. Spesso si trascura il reale peso dei discount in Italia: solo i primi due player, Eurospin e Lidl, vantano una rete commerciale di 1.600 punti vendita con un fatturato di oltre 5,5 miliardi.
Continua a soffrire invece più l’ipermercato (-1,1% su base tendenziale) rispetto al supermercato (-0,9%) mentre i piccoli esercizi hanno segnato un arretramento dell’1,1 per cento.
E l’effetto degli 80 euro in busta paga? «Purtroppo – risponde Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione – nei mesi di giugno e luglio non vi è stata un’inversione di tendenza nel trend delle vendite. I cittadini che hanno ricevuto il bonus non sembra che, per il momento, lo abbiano destinato in parte significativa verso i consumi dei beni più comuni. Lo hanno trattenuto per i futuri e molto incerti impegni fiscali o indirizzandolo alla rigenerazione dello stock di risparmio, intaccato negli ultimi anni».

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