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Vendite immobiliari, avviso esteso

Nel fallimento le notifiche ai creditori ipotecari e privilegiati speciali sui beni oggetto della vendita devono essere eseguite «prima del completamento delle operazioni di vendita» e, quindi, prima del deposito in cancelleria della documentazione relativa agli esiti delle procedure di vendita. La notifica, a opera del curatore, è necessaria per consentire ai creditori di proporre l’istanza di sospensione nel termine di dieci giorni.
Per questo la notifica va ripetuta per ogni esperimento di vendita e va rivolta anche ai creditori non ancora insinuati al passivo o la cui domanda non sia stata ancora esaminata. La mancanza dell’avviso non causa la nullità della vendita ma costituisce un illecito extracontrattuale per cui il curatore è chiamato a rispondere.
Lo ha precisato il Tribunale di Monza (presidente Mariconda, relatore Nardecchia) che, con il decreto depositato il 25 luglio scorso, si è pronunciato su un reclamo proposto dall’avente causa di un creditore del fallimento titolare di un credito ipotecario poi ceduto.
Il reclamo era stato proposto contro il decreto del giudice delegato del fallimento, che aveva respinto l’istanza volta a ottenere la sospensione dell’emissione di qualsiasi provvedimento finalizzato a completare le procedure di vendita per violazione dell’obbligo di notifica al creditore ipotecario. In particolare il reclamante, cessionario dei crediti ipotecari (originariamente vantati dal creditore dante causa nei confronti della società fallita), lamentava, in primo luogo, che il suo dante causa non aveva avuto notizia della prima vendita e, in secondo luogo, di non avere ricevuto la notifica prevista dall’articolo 107 della legge fallimentare (regio decreto 267/1942) in occasione della seconda vendita.
Il reclamante precisava inoltre la regolare comunicazione via Pec al curatore della intervenuta cessione del credito.
I giudici evidenziano che la legge fallimentare e il Codice di procedura civile prescrivono di avvertire dell’espropriazione in corso tutti i creditori che hanno sui beni pignorati diritti di prelazione risultanti dai pubblici registri. Precisa il collegio, inoltre, che la notifica deve essere ripetuta per ogni esperimento di vendita, in modo da assicurare ai creditori iscritti la possibilità di fare le proprie obiezioni nonché, in caso di vendite effettuate secondo il Codice di rito, di chiedere l’assegnazione dei beni oggetto di esecuzione.
Secondo il Tribunale, l’articolo 107, comma 3, della legge fallimentare ha lo scopo di tutelare i creditori che hanno un diritto di prelazione specifico sui beni immobili o mobili registrati, in quanto riconosce loro, al pari di quanto previsto in sede di esecuzione individuale ai creditori che hanno un diritto risultante dai pubblici registri, il diritto di essere informati della vendita del bene su cui grava la loro garanzia. Ne consegue, quindi, che la notifica va rivolta anche ai creditori non ancora insinuati al passivo o la cui domanda non sia stata ancora esaminata.
In altre parole, il novero dei creditori destinatari della notifica prescinde dalle risultanze dello stato passivo, in quanto la stessa deve essere effettuata anche ai creditori che non possano/debbano insinuarsi al passivo per vedersi riconoscere le proprie garanzie, come accade nel caso di scissione tra debito e responsabilità, nell’ipotesi in cui il fallito sia terzo datore d’ipoteca. Il tribunale sottolinea che, nel caso esaminato, il curatore erroneamente non ha dato notizia della vendita al creditore ipotecario, non essendo rilevante il fatto che all’epoca lo stesso non fosse ancora insinuato.
I giudici, richiamando anche la Cassazione (sentenze 4000/2006 e 6999/1993), hanno infine affermato che la mancata notifica non è ipotesi di nullità insanabile per il caso in cui l’assegnazione o la vendita avvengano egualmente senza avviso, ma che debba essere qualificata quale motivo per il curatore di rispondere per eventuale danno extracontrattuale delle conseguenze dannose subite dai creditori prelatizi.
In parziale accoglimento del reclamo, i giudici hanno quindi autorizzato il reclamante a estrarre copia di tutta la documentazione relativa alle vendite del fallimento aventi a oggetto gli immobili gravati da ipoteca per verificare l’esistenza di un eventuale danno extracontrattuale.

Giuseppe Acciaro
Alessandro Danovi

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