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Vendite Fiat in rialzo a marzo ma è merito dell’effetto-bisarche

TORINO — Il mercato italiano dell’auto perde a marzo il 4,9 per cento, ma la Fiat fa segnare il primo segno più nelle vendite dopo mesi di perdite. Un incremento del 5,3 per cento che si spiega in gran parte, ma non solo, con il crollo del marzo 2012 quando lo sciopero delle bisarche in Italia penalizzò soprattutto il gruppo di Torino. E’ un fatto, però, che per la prima volta dal giugno 2012 i marchi del Lingotto tornano al livello delle 38 mila vendite mensili facendo segnare successi anche nei singoli modelli. Così a marzo la 500L, la versione dell’utilitaria che è prodotta in Serbia, supera addirittura la Golf e sale al quarto posto tra le auto più vendute in Italia.
Guidano la classifica altre tre produzioni del Lingotto: la Panda, la Punto e la Ypsilon. La Panda continua a vendere in Italia circa 10.000 auto al mese che dovrebbero raddoppiare quando, a metà aprile, saranno resi noti i dati a livello continentale.
Se questo trend si confermerà lo stabilimento di Pomigliano, l’unico ormai a produrre l’utilitaria dopo la chiusura delle linee polacche, potrebbe superare le 200 mila unità nell’anno. Tra i marchi di Torino perdono Alfa e Lancia mentre Fiat, grazie al successo di Panda e Cinquecento e all’effetto bisarche, guadagna il 13,8 per cento. Tra gli stranieri continuano ad arretrare Audi (—20 per cento), Volkwagen (—7,3), Gm (—28) e Ford (— 15,2). Perdite più contenute per i francesi di Psa e Renault mentre salgono del 3 per cento i coreani della Hyundai.
I commentatori sono molto prudenti sulle prospettive del mercato. Non solo perché i risultati di marzo sono viziati dagli effetti dello sciopero delle bisarche, ma anche perché rispetto al marzo 2012 quest’anno si è lavorato un giorno in più. I dati degli ultimi mesi proiettati sulla fine dell’anno, fa osservare il Centro Studi Promotor di Bologna, portano a un mercato di 1.265.000 auto, al di sotto del già magro 2012. Secondo Federauto, l’associazione dei concessionari, il mercato italiano dovrebbe essere, di norma, intorno ai 2 milioni di auto.
L’incremento italiano, in ogni caso, fa bene al morale del gruppo di Torino che continua con Chrysler a incrementare le vendite anche negli Usa: più 5 per cento a marzo, il miglior mese dal dicembre 2007 con 171 mila pezzi consegnati. La casa di Detroit ha confermato, tra l’altro, la leadership sul mercato canadese. In America salgono le vendite di 500 e Dodge Dart, la compatta realizzata sull’architettura dell’Alfa Giulia. Unico campanello d’allarme sul fronte americano è la flessione del marchio Jeep rispetto al marzo 2012, ma si tratta dell’effetto dell’uscita di produzione del Jeep Liberty. La tenuta nel tempo dei successi sul mercato americano è molto importante per consentire a Marchionne di assorbire gli effetti della crisi europea prima del cambio di pelle del gruppo italiano e del lancio dei nuovi modelli di qualità medio
alta.

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