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Vendite di auto in calo anche ad agosto

Se dal mercato dell’auto doveva arrivare un segnale per orientare gli investimenti Fiat, il segnale non è positivo. Secondo i dati diffusi ieri mattina dall’Acea, l’associazione dei costruttori europei, ad agosto le immatricolazioni in Europa (27 Paesi Ue più 3 dell’Efta) sono scese dell’8,5% (dopo il -7,8% di luglio) portando così a un -6,6% la performance dei primi otto mesi dell’anno.
Per il mercato europeo è l’undicesimo calo mensile consecutivo, e la tendenza non accenna a un’inversione: mentre resta fortemente negativa la congiuntura in numerosi Paesi del Sud Europa (Italia -20%, Francia -11%), preoccupa il segno meno (-4,7%) del mercato tedesco che finora aveva tenuto a livelli simili a quelli del 2011. Il bilancio degli otto mesi vede per i 30 Paesi un totale di circa 8,6 milioni di auto vendute contro i 9,2 del 2011. Interpellata dall’agenzia Dow Jones, una portavoce dell’Acea ha detto che l’associazione «prevede che la situazione del 2012 sia peggiore di quanto previsto finora. A questo stadio ci aspettiamo un calo tra l’8 e il 10 per cento».
Il gruppo Fiat ha fatto ancora una volta peggio del mercato: -17,7% ad agosto contro il -8,5% complessivo, -16,6% in otto mesi contro -6,6 per cento. Il motivo principale è semplice: delle 600mila auto in meno vendute in Europa, oltre 300mila sono da attribuire al crollo del mercato italiano. I marchi del Lingotto hanno consegnato nei primi otto mesi dell’anno 557mila vetture contro le 668mila del 2011: delle 110mila in meno, 75mila sono legate alla congiuntura in Italia e le altre 35mila al resto d’Europa, dove Fiat ha perso quote in Francia e Germania guadagnando in Gran Bretagna e Spagna.
Tra i marchi della scuderia torinese, l’ammiraglia Fiat ha ceduto ad agosto il 15%; male anche Lancia con Chrysler (-24%) e Alfa Romeo (-31%); magra consolazione il +4,9% della Jeep. La quota del gruppo nei primi otto mesi scende al 6,5% dal 7,3% del 2011. La marca Fiat – complice la tradizionale depressione stagionale del mercato italiano – è uscita ad agosto dalle prime dieci posizioni in Europa (è 12°). Nei primi otto mesi si piazza al nono posto, superata – oltre che da tutti i marchi generalisti – anche da Audi e Bmw. Secondo Fiat «il calo complessivo del mercato penalizza soprattutto il segmento delle city car, in cui Fiat è particolarmente forte. Nonostante ciò, nei primi otto mesi del 2012 Panda e 500 si confermano le vetture più vendute del segmento A».
Lo scenario per gli altri costruttori è lo stesso dei mesi precedenti, con una solida tenuta del gruppo Volkswagen (+1,3% ad agosto, -0,1% negli otto mesi) che toglie fette di mercato alla concorrenza e porta la quota al 28,2% di agosto e a sfiorare il 25% negli otto mesi. In difficoltà come Fiat gli altri marchi generalisti: -13% ad agosto per i due gruppi francesi Peugeot e Renault, -18% per Gm/Opel e addirittura -29% per Ford; i dati relativi ai primi otto mesi vedono cali delle vendite rispettivamente del 12% circa per Gm e Ford, del 13,5% per Peugeot, del 16% per Renault.
Oltre a Volkswagen i vincitori sono le “cugine” coreane Hyundai e Kia: -3% e +12% rispettivamente ad agosto, una quota complessiva salita al 5,6% in otto mesi, con ben 70mila auto vendute in più rispetto al 2011. L’intesa di libero scambio tra Ue e Corea, entrata in vigore poco più di un anno fa, è stata oggetto di forti critiche dal presidente di Acea Sergio Marchionne, e il Governo francese ha chiesto ufficialmente a Bruxelles di congelarla. Bene sul mercato anche la low cost Dacia, che sorregge i risaultati commerciali del grupop Renault; tengono le posizioni Toyota e Nissan (-5,5% e -4,8% rispettivamente) mentre perdono colpi Bmw e Mercedes.
L’Anfia – l’associazione italiana della filiera auto (di cui Fiat non fa più parte) – ha lanciato ancora una volta l’allarme sullo stato del settore in Italia: «La situazione di forte sofferenza dell’industria automotive nel nostro Paese, con livelli produttivi in picchiata, rischia di danneggiare irreparabilmente l’intera filiera, punto di forza della manifattura italiana» dice Roberto Vavassori, presidente dell’associazione.

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