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Vendite auto, la corsa di marzo

Su l’Italia, e buona parte d’Europa. Piatti, e in qualche caso in calo, gli Usa. Da anni il mercato dell’auto girava a ruoli invertiti. Marzo rompe la serie: è soltanto un mese, e a segnare la battuta d’arresto nella crescita americana giocano fattori congiunturali che non comprometteranno gli obiettivi 2015, ma anche questo è un robusto segnale della ripresa avviata dal settore nel Vecchio Continente. Con l’Italia seconda solo alla Spagna — dove sono sempre i sussidi governativi a consentire una performance del 40,5% — tra i Paesi che più fanno da traino. 
I dati diffusi ieri dal ministero dell Infrastrutture parlano di 161.303 immatricolazioni. È il 15% in più rispetto a marzo 2014. Ed è di nuovo un tasso a doppia cifra: affiancato all’11,2% di gennaio e al 13,2% di febbraio, aggiunge evidentemente solidità alle basi della ripartenza.
C’è ancora poca domanda privata, in questi numeri, e ancora molto noleggio (cui hanno contribuito le «flotte a breve termine» in vista dell’Expo milanese). Qualcosa però, nonostante le cautele, incomincia a muoversi pure lì. E una spinta viene da Fiat Chrysler Automobiles. Cresce già — anche in marzo — a un ritmo superiore alla media: +17,1%, con 45.960 auto vendute e con una quota che sale al 28,49% dal precedente 28,06. Con i marchi Fiat (+15,9%) e soprattutto Jeep (dalle 856 vetture di un anno fa alle attuali 3 mila l’incremento è del 250%), è il gruppo in cui l’effetto-ripresa è più chiaramente visibile. Almeno nello stabilimento di Melfi dove, tra le 500X e le Renegade destinate anche agli Stati Uniti, a dispetto delle oltre mille nuove assunzioni la produzione fatica a stare al passo con la domanda.
Non è però ancora così in tutte le fabbriche, pur se sono sempre targate Fca le cinque auto in assolute più vendute in Italia (Panda, 500L, 500, Ypsilon, Punto). Perciò al Lingotto hanno deciso di approfittare del momento, lanciando un piano di incentivi totalmente autofinanziato. In sostanza: chi in aprile acquisterà una Fiat, un’Alfa Romeo o una Lancia otterrà uno sconto di 2 mila euro «rottamando» il proprio usato, e di altri mille con il finanziamento «SuperRottamazione».
Per il gruppo guidato da Sergio Marchionne, che ieri ha tra l’altro nominato Ralph Gilles chief designer e membro del Group Executive Council (prende il posto di Lorenzo Ramaciotti, che si ritira), è anche un modo per «spingere ancora di più sull’acceleratore e offrire il proprio contributo affinché la ripresa sia ancora più forte». Così come continua a essere negli Usa, a dispetto della frenata del mercato in marzo: mese in cui Fiat Chrysler è cresciuta solo del 2% ma in un contesto che, penalizzato da una giornata lavorativa in meno e da quello che gli analisti chiamano «effetto gelo», ha visto Gm e Ford scendere, rispettivamente, del 2% e del 3%.

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