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Vendita biglietti: decolla Ita E si studiano sinergie con Fs

Il dossier Alitalia-Ferrovie torna alla ribalta tra le scrivanie dei ministeri dopo due anni di relativa calma. Ma stavolta è cambiato il nome dell’aviolinea (Italia Trasporto Aereo) e l’oggetto: non più «integrazione» — non ora, almeno —, ma «sinergie commerciali» tra società di proprietà del Tesoro per far confluire in un unico biglietto il viaggio in treno e in aereo. Un po’ quello che stanno facendo in Germania Lufthansa e Deutsche Bahn con «Rail&fly».

«Vado ribadendo che sarà il caso di trovare forme di collaborazione, magari con Ferrovie», ha detto il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti a margine del meeting di Rimini. «Non c’è dubbio che l’integrazione treno-aereo sarà un tema su cui Ita e Ferrovie dovranno ragionare», ha spiegato in un’audizione Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili. Anche una nota di Ita a metà luglio sottolineava il «ruolo fondamentale che dovrà auspicabilmente essere riservato alla piena attuazione dell’intermodalità». Ma se nel 2019 l’idea era di creare un consorzio guidato da FS per rilevare Alitalia, stavolta si pensa di lavorare prima a una collaborazione. «Eviterei la fusione: fa perdere tempo ed energia», ragiona Innocenzo Cipolletta, ex presidente di Ferrovie.

L’ipotesi mai tramontata è pure quella di sostituire le rotte di Alitalia in rosso — tra Firenze, Pisa, Bologna, Napoli e l’hub di Roma — con i Frecciarossa. Nelle bozze di lavoro si è anche ragionato sull’eventualità di estendere la rete negli anni successivi a Venezia e Bari. Il tutto in ottica «feederaggio», cioè per riempire i voli intercontinentali. Ma per fare questo è necessario aggiornare l’infrastruttura alla stazione di Fiumicino con più binari, cosa che richiede denaro e tempo (anni).

«Sarebbe già qualcosa se connettessero con l’alta velocità le città e i loro aeroporti», commenta Fabrizio Cuscito, segretario della Filt-Cgil. Mentre Claudio Tarlazzi, segretario Uilm, auspica l’intermodalità per «sostenere la ripresa dei flussi turistici».

A vedere l’offerta sui siti il 15 ottobre (il decollo di Ita) su alcune tratte è sfida aperta: in un momento di traffico ridotto la newco offre da Milano a Roma 18 voli (da 43 euro), FS 28 Frecciarossa (da 52 euro), Italo 18 treni (da 70 euro).

Da ieri sono operativi i siti di Ita per la vendita dei biglietti e il reclutamento. Resta la tensione dopo la proposta di un nuovo contratto di lavoro che riduce la parte fissa, alza quella variabile e introduce premi di risultato. I sindacati oggi dovrebbero inviare la lettera al governo per chiedere il suo intervento. «Ita deve restare nel perimetro del contratto nazionale», ha detto Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl. «Il piano illustrato è vergognoso», attacca il deputato di LeU Stefano Fassina. Per la senatrice M5S Giulia Lupo «è una follia utilizzare fino a 3 miliardi per farsi mangiare dal mercato».

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