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Vendita Alitalia, un’altra offerta. Si fa avanti Lotito, patron della Lazio

È un interesse che risale a oltre dieci anni fa quello di Claudio Lotito per Alitalia. Già nel 2008 il presidente della SS Lazio proprio al Corriere aveva declinato la sua ricetta per risanare l’ex compagnia di bandiera, allora come oggi impegnata in una difficile operazione di rilancio. Così nelle ultime ore con una comunicazione in data 10 giugno 2019 e su carta intestata «Claudio Lotito» il patron del club biancoceleste ha informato il ministero dello Sviluppo Economico, Ferrovie dello Stato e i commissari di Alitalia del suo interesse «non vincolante» per la compagnia. All’advisor Mediobanca che segue l’operazione peraltro non è arrivato alcunché. L’irrituale interesse di Lotito, così come spiega la comunicazione, sarebbe dettato anche dai link tra le attività di Alitalia e del gruppo di aziende riconducibili al presidente della Lazio. Società, a dire il vero, che non si occupano di trasporto aereo.

Resta che tra due giorni scade il termine per l’offerta vincolante di Fs. Chi segue il dossier da vicino ipotizza un rinvio fino al 15 luglio (si tratterebbe della quarta proroga), continuando, tra l’altro, a ritenere l’ingresso di Atlantia nel nuovo azionariato come la soluzione più solida e auspicabile. Anche alla luce dell’apertura del vicepremier Matteo Salvini nei confronti del gruppo della famiglia Benetton.

Atlantia

Resta in piedi l’ipotesi Atlantia, la holding dei Benetton, che potrebbe entrare nel capitale

L’intento dell’operazione è disporre di una cordata guidata da Ferrovie con una quota del 30% e capace di assumersi l’impegno di strutturare una newco con un piano di lungo termine per la compagnia, attualmente commissariata. Ad oggi una quota del 15% dovrebbe essere rilevata da Delta Air Lines e un ulteriore 15% farà capo al Ministero dell’Economia. La presenza pubblica è, dunque, dominante, ma in ballo rimane una quota del 40%, che richiede solidità economica e progettualità. Tanto più considerato che nei prossimi anni la nuova Alitalia non garantirà un ritorno economico. Per questo Atlantia pare rispondere più di chiunque alle caratteristiche richieste per imbarcarsi in un progetto articolato e che richiederà tempo. Elementi che rendono la mossa di Lotito un poco estemporanea. La variabile politica continua intanto a rivestire un ruolo cardine nella partita. Al netto della sua veste di capofila Ferrovie sta operando in base a indicazioni talvolta fuorvianti in merito a cordate pronte a intervenire o a compagnie aeree dietro l’angolo. Nei fatti le parole di Salvini di ieri riassumono la situazione:«Non ho pregiudizi nei confronti di nessun investitore». L’urgenza però non trova soluzione e la compagnia ogni giorno opera in perdita e brucia cassa. Il fatto che non ci sia più tempo, come ribadito dagli stessi commissari, è testimoniato dalla discussione su Alitalia al termine del vertice di governo a Palazzo Chigi. Dal fronte leghista l’orientamento è chiudere spiegando che «si sono valutate le opzioni sul tavolo, per definire presto la questione». A parlare di Alitalia senza arrischiarsi è anche il premier Giuseppe Conte, segnalando l’impegno del vicepremier Luigi Di Maio. «Stiamo valutando, è un dossier ancora caldo. Se arrivano offerte verranno tutte valutate». Poi il presidente del Consiglio ha aggiunto: «Di Maio sta lavorando su Alitalia come su altri dossier molto critici devo ringraziarlo». Per chiudere davvero su Alitalia l’iter è quello descritto dal ministro dell’Economia Giovanni Tria: «È previsto in primo luogo la presentazione di una proposta d’acquisto vincolante da parte dei soggetti che hanno manifestato interesse, e dopo la valutazione favorevole dei commissari e del Mise, l’emanazione di un decreto». Il percorso in caso vale anche per Lotito.

Andrea Ducci

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